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Roma, 16 gen – Sembra proprio che nel Regno Unito si stia sviluppando un certo dibattito sulla serie Friends. Sì, esatto, la sitcom degli anni 90 con Joey, Chandler, Monica, Ross, Rachel e Phoebe. Grazie a Netflix, infatti, anche le nuove generazioni britanniche stanno scoprendo una delle serie di maggior successo della storia della televisione. Peccato che… la trovino razzista e omofoba! Una cosa davvero assurda, per chi ricorda qualche dettaglio della trama di Friends. Il padre di Chandler, per esempio, è un trans. Phoebe presta l’utero al fratello. La moglie di Ross è una lesbica che vive con un’altra donna, pur conservando la custodia del figlio Ben. E così via. Per i “fiocchi di neve” millennial, tuttavia, non è ancora abbastanza.
L’emittente radiofonica britannica LBC ci ha appena lanciato su un sondaggio via Twitter, chiedendo agli utenti quanto fossero cambiati oggi i valori rispetto agli anni ’90. Scrivendo per il sito web The Pool, Caroline O’Donoghue afferma che esiste un “profondo panico gay che attraversa tutta la serie”, che si manifesta per esempio nel timore di Chandler di sembrare omosessuale e nel modo poco rispettoso, secondo l’autrice, di ritrarre Carol e Susan (l’ex moglie di Ross e la sua compagna). Non è tutto: “Fino a quando non è arrivata Charlie (Aisha Tyler), nella nona stagione, lo spettacolo non ha praticamente mai avuto una trama per chiunque non fosse bianco. E anche allora, era così moralistico che la sua intera storia sembrava più ‘Ehi! Credo che anche i neri siano ok!’”. E ancora, O’Donoghue punta il dito su “l’odio viscerale dello show per un personaggio che incontriamo di rado: Fat Monica, l’adolescente cicciottella Monica Geller”. Quindi: razzismo, omofobia, transfobia e ora anche fat-fobia.
Ovviamente chiunque abbia seguito minimamente la serie ricorderà di come l’ossessione per la virilità di Chandler derivi unicamente dai suoi tentativi, spesso infruttuosi, di fare bella figura con le donne. Lo stesso personaggio ha un padre transessuale, cosa che suscita spesso il suo sarcasmo (del resto tipico del personaggio, nei confronti di tutti), anche se il loro rapporto viene alla fine descritto come sincero e amorevole. L’assenza di neri deriva probabilmente dalla riproduzione fedele di un particolare ambiente sociale, quello dei giovani newyorkesi benestanti degli anni ’90, tendenzialmente tutti bianchi. In epoca molto più recente, un’accusa simile è stata rivolta alla serie Girls, i cui autori si sono giustificati allo stesso modo. Giova comunque ricordare che in Friends, dei sei personaggi principali, due sono ebrei (i fratelli Geller, Monica e Ross) e uno italiano (Joey Tribbiani). Ma evidentemente questo non è abbastanza per appagare la sete di “diversità” dei millennials. E quando del resto viene inserito un personaggio nero, ci si lamenta lo stesso. Milo Yiannopoulos, star dell’Alt-Right americana (anche se lui è britannico) ha chiosato con una battuta: “Dio non voglia che i fiocchi di neve scoprano mai Monty Python”.
Adriano Scianca

5 Commenti

  1. Caro Adriano siamo alla folla, una generazione fatta crescere con le “braghe calate” , fortunatamente vi sono ancora giovani con la spina dorsale……. i cattivi maestri stanno producendo una grandinata di danni, il politicamente corretto sta provocando il suicidio di una generazione, i sinistri infami stanno cancellando la memoria e l’ardimento per farci diventare servi della loro politica odiosa e suicida…….non ci resta che combattere.

  2. il solito razzismo contro i bianchi… anni fa c’era un serie molto carina, i Jefferson. Divertente, ma avevo notato tutta incentrata sui neri. I pochi bianchi erano descritti a dir poco come imbranati. Nessuno ha avuto nulla da eccepire, ma allora le parti erano rovesciate ed era il buon senso ad aver e la meglio

  3. Se il nostro futuro di europei è nelle mani di questi finocchi, allora ben venga l’islam e fine della storia. Preferisco i talebani a questi smidollati di merda.

  4. Molti dimenticano che i “millennials” dovrebbero essere coloro che avevano 20 anni nel 2000…comunque io che invece sono della generazione X mi permetto di dire che questa generazioncina di ragazzini viziati e asociali se forse avesse i valori dell’amicizia presentati in quel telefilm forse non sarebbe ridotta all’ipersensibilità solo per quel che gli fa comodo…sono i primi ad essere razzisti e omofobi e privi di valori. Contano solo i social i blogger e i calciatori…
    E purtroppo sono figli di generazioni come la mia che invece riteneva un valore il messaggio di amicizia di FRIENDS. Ora l’unico messaggio è “soldi facili e accusiamo gli altri di qualcosa cosi ci scarichiamo la coscienza”

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