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my-honor-was-loyalty-panterRoma, 12 feb – Circa un anno fa avevamo anticipato sul Primato l’uscita del film. My Honor Was Loyalty. Ora è in distribuzione il dvd, che può essere acquistato via internet. Si tratta di un progetto cinematografico ambizioso: raccontare gli ultimi anni della seconda guerra mondiale dalla prospettiva di un soldato della divisione Waffen-SS “Leibstandarte”. Dell’impresa si è fatto carico un giovane regista italiano, Alessandro Pepe, in collaborazione con il gruppo di rievocazione storica “Progetto900”. La pellicola è stata già presentata in luglio – fuori concorso – alla prima edizione dell’International Film Festival di Pescara ed ha inoltre ricevuto un premio per la migliore colonna sonora, composta dallo stesso Pepe.

Per essere un film indipendente, prodotto senza un budget milionario, la qualità è ottima: soprattutto le scene dei combattimenti sono girate con perizia, mentre la sceneggiatura è semplice ma incisiva. La colonna sonora è effettivamente un piccolo gioiello: epica ed evocativa quanto basta per ricreare l’atmosfera tragica in cui visse la gioventù che scelse di schierarsi dalla parte condannata dalla storia “scritta dai vincitori”. E proprio su questo punto insiste il giovane regista di Cuneo: è arrivato il momento di raccontare anche la versione dei figli del “male assoluto”.

My-Honor-Was-Loyalty-disc-artLa pellicola tuttavia, viene chiarito sin dall’inizio, non vuole essere “politica”, come si può rilevare già dal titolo (“Il mio onore si chiamava fedeltà”). Intende piuttosto dar voce a una prospettiva che sino ad oggi è mancata. Perché centinaia di migliaia di giovani sono partiti volontari verso i più disparati e duri fronti del secondo conflitto mondiale? Per che cosa hanno combattuto? In che cosa credevano? La risposta dei kolossal hollywoodiani è sempre la stessa, quella più semplice perché più comoda: quella, cioè, che demonizza il nemico per far tacere la “cattiva coscienza” di chi ha sganciato ordigni al fosforo e bombe atomiche sulle popolazioni civili dell’Asse (che si pretendeva, però, di “liberare”), massacrando donne, vecchi e bambini. Alessandro Pepe, invece, si è dato risposte diverse a queste domande: il fine non è l’apologia o la condanna, bensì la volontà di comprendere. Già questo basta per porre grande attenzione a questa piccola e coraggiosa impresa che, com’è chiaro, non verrà certo pubblicizzata dalla grande industria cinematografica.

I dialoghi, per il resto, rispondono al più puro realismo, sono tutti, cioè, in lingua originale: i tedeschi parlano tedesco, i russi russo e così via. Tuttavia sono disponibili i sottotitoli in diverse lingue, tra cui l’italiano. Il film, in particolare, racconta la vicenda personale di Ludwig Herckel (interpretato da Leone Frisa), Unterscharführer (sergente) della divisione corazzata “Leibstandarte”. Lasciata a casa la giovane moglie, con cui rimarrà in fitta corrispondenza epistolare, Herckel combatte sul fronte orientale e infine in Normandia, nella speranza (poi tradita dagli eventi) di arrestare l’avanzata dell’Armata Rossa e dell’esercito statunitense, che minacciano di mettere a ferro e fuoco la sua terra natia. Vengono descritte le sue convinzioni politiche (senza edulcorazioni), i suoi dubbi (laceranti), i forti sentimenti di cameratismo nutriti per i suoi compagni d’arme, il suo amore profondo per la moglie e quello ancora più carnale per la sua nazione. Per questo combatte il giovane sergente: non per brama di dominio o per crudele sadismo, ma per l’onore della sua Germania. Perché il suo onore, appunto, si chiamava fedeltà.

Valerio Benedetti

7 Commenti

  1. Bonasera, dove posso acquistare il Dvd “My Honor Was Loyalty” ? Grazie della risposta, cordialmente Giovanni Gentile

  2. Lo compro soprattutto perché è un regista Italiano, troppe americanate ho comprato senza indugi e questo non mancherà nella mia collezione

  3. Salve,da quando si effettua l’ordine,quanto bisogna aspettare prima che il pacchetto venga spedito? Grazie.

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