Roma, 28 mar – Sulla strage di Nashville pesa il clima di tensione assurdo sviluppatosi nelle ultime settimane – per non dire mesi – e negarlo significherebbe non affrontare seriamente la questione. Tensioni tra lo Stato del Tennessee e l’universo Lgbt, nella fattispecie.

Nashville, il politicamente corretto e l’orrore

Il politicamente corretto sulla questione pende indiscutibilmente verso l’universo trans. Lo stesso che viene osteggiato dal cosiddetto femminismo terf e che in cambio riceve immagini ben poco rassicuranti, per così dire. Gli attivisti trans, dopo la legge del Tennessee che vieta gli spettacoli drag queen, spesso si mostrano come nelle foto pubblicate. Qualcuno “chiede” attraverso una t shirt, di passare “all’azione”. Leggere nel pensiero e nelle reali intenzioni è ovviamente impossibile. Più facile è dedurre che immagini di questo tipo, diffuse a macchia d’olio, prima o poi possano arrivare a qualcuno che di cattive intenzioni ne possa serbare eccome.

Soprattutto guardando la seconda foto, sorge spontaneo chiedersi (e qualcuno lo ha fatto): cosa significa “oppure”?

Le pretese Lgbt

Lo Stato del Tennessee proibisce esplicitiamente gli spettacoli delle drag queen e non solo, dal momento che la legge tanto osteggiata dagli Lgbt impedisce ai transgender sotto i 18 anni di usufruire di misure sanitarie specifiche come la terapia ormonale, oltre al fatto di sottoporsi a interventi chirurgici per bloccare la pubertà. Per dirla in termini semplici, impone di lasciare stare i bambini. Una richiesta assolutamente normale ma che gli Lgbt – per tendenza – decisamente non accettano. E allora via di manifestazioni di protesta, affollate da tanti soggetti che con la protesta semplice possono avere anche poco a che fare. Magliette, striscioni piuttosto inequivocabili. Va sempre ricordata una cosa: Lgbt è una cosa, omosessuale è un’altra. La prima ha colonizzato – in modo forse inevitabile – la seconda, ma nel corso degli anni si sta trasformando in qualcosa di molto più forte, la cui influenza politica è ignota solo a chi vuole far finta di niente, e che ha dimostrato di poter ispirare anche reazioni sempre più estreme. Ed è questo che dovrebbe far riflette, ben oltre i “gelati” di cui ciancia senza alcun riguardo il presidente americano Joe Biden.

Stelio Fergola

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