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ministero economia sedeRoma, 13 giu – Consip, Enav, Invim, Sogei. Con Cassa depositi a prestiti che seguirà a breve. A poco più di un anno dalla girandola di cambi al vertice che hanno investito la quasi totalità delle società quotate da Eni ad Enel, passando per Ferrovie e Finmeccanica, è ora il momento delle controllate ancora nelle mani del ministero dell’Economia.

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La partita delle nomine è sempre in grado di svelare giochi, tele e alleanze. Era stato così per gli avvicendamenti nelle grandi realtà industriali -si pensi a Matteo Del Fante, ad di Terna e su cui l’esecutivo punta per il futuro, per non dire dei vari consiglieri come Bianchi, Landi e Campo dall’Orto che parteciparono alla prima Leopolda o sono vicini alla fondazione renziana “Big Bang”- e così sarà anche a questo nuovo giro.

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In Enav finisce Roberta Neri, affiancata alla presidenza da Ferdinando Beccalli Falco, ben inquadrato nei salotti della politica e della finanza internazionale. Una coppia con l’evidente obiettivo di accelerare sulla privatizzazione. Roberta Neri da parte sua ha ricoperto incarichi in Acea, l’ex municipalizzata romana sulle cui nomine si giocano gli equilibri di potere della capitale.

Alla Invimit, presidente sarà Massimo Ferrarese, esponente del Nuovo Centrodestra e coordinatore del partito nel Salento. Facile pensare che la nomina possa essere una sorta di “compensazione” per l’autorizzazione all’arresto nei confronti del senatore Azzollini, ormai data per quasi scontata, blindando così le sorti dell’esecutivo che sembrava poter traballare.

Il caso forse più esemplificativo è però quello della Consip, la centrale di acquisti del ministero incaricata da anni di presidiare una quota sempre maggiore di spesa pubblica, passata dai 26 miliardi del 2010 ai quasi 40 del 2014. Ebbene, alla guida della società è stato chiamato, in qualità di amministratore delegato, Luigi Marroni, assessore alla salute della fedelissima (per il Pd renziano) Toscana.

“Il capitalismo di relazione ha prodotto molti effetti negativi, è morto”, aveva sentenziato Renzi meno di due mesi fa. Ma per gli amici si può forse fare un’eccezione.

Filippo Burla

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