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L’auto del leader leghista Matteo Salvini danneggiata dopo l’aggressione subita a Bologna l’8 novembre scorso

Bologna, 13 giu – Si chiama Matteo Maria Pascariello, l’attivista antifascista prelevato l’altro ieri all’alba dagli agenti della Digos di Bologna, città dove il 23enne originario di Lecce risiedeva per presunti motivi di studio. Insieme ai colleghi cremonesi, Pascariello è ritenuto uno dei presunti protagonisti degli scontri con la polizia avvenuti nel corso della manifestazione dei centri sociali del 24 gennaio scorso nella città lombarda. Insieme a lui, è stato arrestato dalla polizia cremonese un 30enne bresciano ritenuto un esponente del centro sociale Magazzino 47.



Il bresciano quel giorno era tra la schiera di soggetti travisati comparsa in testa al corteo”, ha spiegato il dirigente della Digos cremonese Angelo Lonardo, affiancato dal dirigente della Squadra mobile Nicola Lelario. “Addirittura a un certo punto sembra quasi ricoprire il ruolo di leader, staccandosi dal gruppo con un fumogeno in mano, per scagliarlo successivamente contro le forze dell’ordine”.

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Entrambi, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbero agito a volto coperto durante le azioni e nei loro confronti sono ipotizzati i reati di devastazione e porto di oggetti atti a offendere: in particolare al leccese si contesta il danneggiamento di tre istituti bancari e le violenza contro il comando di polizia locale, con l’aggravante del concorso con altri. Sarebbe infatti stato riconosciuto nei fotogrammi dei video ripresi a Cremona il giorno della manifestazione.

Questi arresti fanno seguito agli altri due eseguiti oltre due mesi fa con riferimento agli stessi fatti del 24 gennaio a Cremona che a loro volta, si ricorderà, seguirono allo scontro avvenuto la settimana prima tra militanti del Centro Sociale Dordoni e attivisti di CasaPound, aggrediti dagli antifascisti all’uscita dallo stadio dove si erano recati per assistere al derby Cremonese-Mantova. I due primi arrestati furono i ventenni Mattia Croce, cremonese, e Aioub Babassi, nato ad Iseo e residente a Marone, in provincia di Brescia. Sabato scorso Babassi è uscito dal carcere e ora si trova agli arresti domiciliari, mentre Croce è sempre rinchiuso nel carcere di via Cà del Ferro.

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Presidio dei centri sociali contro gli arresti per i fatti di Cremona del 24 gennaio scorso

Pascariello, noto nell’ambiente antagonista bolognese – con riferimento particolare al collettivo “Hobo” – e ritenuto vicino anche ai movimenti leccesi Antifa e Caos, è considerato dagli inquirenti anche uno dei presunti responsabili dell’aggressione al segretario della Lega Matteo Salvini, avvenuta l’8 novembre scorso a Bologna, mentre questi si recava a visitare un campo Rom.

Non basta: il giovane salentino è anche uno degli indagati nell’inchiesta condotta dalla Digos di Lecce sugli scontri avvenuti la notte tra il 4 e il 5 settembre scorso tra presunti esponenti di CasaPound e di “Binario 68 occupato”, il fabbricato di via Dalmazio Birago dove si radunano gli antagonisti salentini.

Francesco Meneguzzo

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