Roma, 8 gen – La chiusura – di nuovo – degli stadi di calcio è al vaglio. Il governo ci starebbe pensando seriamente, come rende noto l’Agi.

L’ipotesi di nuova chiusura degli stadi

Per ora, per l’appunto, è solo un’ipotesi. Ma se in Lega Calcio si discute anche dei diritti audiovisivi del Medio Oriente e del Nord Africa, l’argomento principale è ancora l’emergenza Covid. Con tutto ciò che ne consegue. Il premier Mario Draghi ha a tal proposito telefonato al presidente della Federcalcio Gravina: il contenuto della conversazione è stato riportato nell’assemblea della Lega Serie A a tutti i presidenti.

I due hanno parlato di collaborazione tra le due istituzioni, e se il presidente del Consiglio ha auspicato una collaborazione tra le due istituzioni, non si è risparmiato di manifestare la solita preoccupazione per i “numeri sempre più pesanti della pandemia”, chiedendo come il calcio professionistico voglia affrontarli. Il presidente della FIGC ha confermato lo stop ai campionati di Serie B, a quelli del calcio giovanile, alle attività dei dilettanti. Ma ha aggiunto che la Lega Serie A non intende fermarsi.

Non sembra passato un giorno

Ma, per l’appunto, non sembra passato neanche un giorno dall’inizio del Covid, ormai quasi due anni fa. Perché se la situazione dovesse “peggiorare”, il governo è pronto a far giocare le partite a porte chiuse. Di nuovo. Dopo lockdown, vaccini e stop di mesi. È perfino noioso doverla riscrivere e ripensare, la frase “non sembra passato un giorno”. Ma è probabilmente anche inevitabile, visto che il corso degli eventi non accenna a produrre non dico uno stop, ma almeno una decelerazione sulle strade intraprese. Saranno contenti i tifosi vaccinati.

Alberto Celletti

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