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Bari, 23 mag – L’immigrazione clandestina, in Italia, è un fenomeno letteralmente esploso negli ultimi anni. Per lo più si sente però parlare di africani, eppure nessuno come i cinesi è astuto nello sfruttare le rotte in apparenza invisibili del traffico di uomini. Le autorità italiane ne sono ben consce ma di rado riescono a individuarli. Ecco perché non è così trascurabile l’operazione effettuata ieri a Bari dalla polizia di frontiera marittima e aerea: 12 cittadini cinesi arrestati perché ritenuti, a vario titolo, protagonisti coinvolti appunto nell’immigrazione clandestina.
Uno di essi, Ly Cheng, ha cercato di favorire l’ingresso illegale nel territorio nazionale di sette suoi connazionali, che erano muniti tutti di passaporti falsi e quindi sono stati incriminati per possesso e realizzazione di documenti falsificati di identificazione. Ly Cheng aveva applicato sulla sua auto anche delle targhe francesi e una volta fermato dalla polizia mentre era alla guida della vettura con altri connazionali, avrebbe dichiarato che i passeggeri presenti all’interno dell’abitacolo erano in Italia semplicemente  per un viaggio turistico. Ovvio tentativo di raggiro a cui le forze dell’ordine non hanno abboccato.
Altri quattro cinesi sono poi finiti in manette mentre erano in procinto di imbarcarsi alla volta di Londra nell’aeroporto di Bari. In questo caso erano muniti di passaporti regolari a loro intestati, ma avevano applicate delle vignette-visto Schengen risultate contraffatte, così come contraffatte sono risultate le impronte dei timbri datari Schengen, emesse apparentemente dal personale di frontiera aerea in servizio negli aeroporti di città europee e apposte sulle pagine dei passaporti esibiti dai quattro stranieri. Infine altri due casi: due cittadini cinesi hanno mostrato dei passaporti giapponesi a loro intestati. Anche in questo caso sono risultati falsi.
Alessandro Della Guglia
 

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