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Trieste, 27 lug – Nel pomeriggio di lunedì 29 luglio, il deputato friulano della Lega Massimiliano Panizzut presenterà a Trieste una proposta di legge per revocare le onorificenze italiane concesse al Maresciallo Tito, responsabile delle Foibe: “La Storia – spiega Panizzut – ha dimostrato in modo incontrovertibile le gravissime responsabilità dirette di Tito nell’attuazione della feroce pulizia etnica che ha provocato migliaia di morti italiani di Istria, Fiume e Dalmazia, e l’esodo di 350mila nostri connazionali costretti a fuggire dalla loro terra».

Insulto alle vittime delle Foibe

Come spiega sempre Panizzut, «oltre a rappresentare una contraddizione evidente e un tragico paradosso, mantenere il riconoscimento delle sue onorificenze ricevute dalla Repubblica Italiana è un insulto alla memoria delle vittime delle Foibe, dell’Esodo giuliano-dalmata e delle vicende del Confine Orientale. Revocarle – conclude Panizzut – è un piccolo ma significativo contributo per restituire dignità alla memoria delle vittime mietute dal dittatore jugoslavo».

Da Saragat a Pertini

In effetti, nel 1969 l’allora presidente della Repubblica Giuseppe Saragat nominò il controverso maresciallo Cavaliere di gran croce decorato di gran cordone. Una decisione che, ovviamente, fu percepita come un oltraggio da parte della comunità giuliano-dalmata sfuggita alla pulizia etnica perpetrata dal dittatore iugoslavo. E fu sempre il coinvolgimento diretto di Tito nell’eccidio delle Foibe a gettare una fosca luce su Sandro Pertini che, quando non giocava a scopone con Bearzot, baciava il feretro del maresciallo durante i suoi funerali. Ecco, i titoli onorifici concessi dall’Italia a Tito suonano come un terribile affronto alle vittime delle Foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. Sarà, questa, la volta buona per revocarli?

Gabriele Costa

16 Commenti

  1. Sono nato a Trieste e non ho mai avuto problemi con la minoranza slovena. Anzi credo che Tito stia sulle palle anche ai Sloveni. La ex-Jugoslavia ormai non esiste più e riesumare quei periodi fascisti e post fascisti è soltanto una perdita di tempo. Ma chi se ne frega di Tito o di D’Annunzio! Ma non avete altro da fare?

    • Ma che c’entra la minoranza slovena con le onorificenze oscene a Tito ??!
      Un discorso di schifoso qualunquismo che puzza di contiguità con le infamie degli ex Pci.
      Ci mancherebbe che dimenticassimo le atrocità degli slavi titini. NN FATEVI ILLLUSIONI CHÈ SONO FINITI I TEMPI DEL NEGAZIONISMO ROSSO.

    • io ho sangue Istriano nelle vene,e di quel maiale di tito mi interessa invece molto.
      che dire? punti di vista differenti.
      a tal proposito,gradirei riportare il testo di una canzone davvero evocativa ed intensa,”La Foiba di San Giuliano” (Compagnia dell’Anello)

      “L’aria pura ti mordeva il viso
      ma la corda ti tagliò il sorriso
      e poi cadi sempre più giù
      e poi cadi sempre più giù .

      Tito, Tito maresciallo assassino,
      quanti fratelli hai infoibato ?
      Quanti innocenti hai assassinato ?
      I tuoi gendarmi hanno massacrato
      chi italiano era nato,
      chi italiano era nato .

      E dopo tanti anni chi più ti ricorda ?
      Le tue ossa nude
      spolpate da una melma sorda .
      Fratello non temere noi siamo qui,
      siamo qui a lottare e non per dimenticare
      i volti di donne massacrate,
      il filo spinato e la mitragliatrice.”

      siamo qui a lottare e non per dimenticare.

      grazie quindi alla valente redazione del Primato Nazionale;
      a lei invece lascio volentieri “il Piccolo” da cui anni fa sono stato bannato per aver ricordato ad un lettore
      che Pula si trova solo in Sardegna e non in Istria.

      • Mi sembrerebbe normale stigmatizzare il comportamento assassino di coloro che tante tragedie hanno provocato alle genti giuliano dalmate !!!

      • Non conoscevo questa bellissima, dolente canzone. Ero poco più che bambino quando si seppe quello che era successo laggiù. Non volevo crederci, ma era vero, ed ho pianto per i miei fratelli Istriani Dalmati massacrati dal boia slavo e comunista. Poi tutto fu messo a tacere e per di più il boia venne premiato a il suo ghigno ricordava quello dell’impiccatore di Trento. Ma eravamo a Trieste e dovemmo cedere ancora con gli accordi di Osimo. Il mio cuore sanguino’ allora e ,vecchio ormai, sanguina ancora. Ciao Zara, ciao Dalmazia, ciao Pola,ciao Istria bella!

  2. Ma che c’entra la minoranza slovena con le onorificenze oscene a Tito ??!
    Un discorso di schifoso qualunquismo che puzza di contiguità con le infamie degli ex Pci.
    Ci mancherebbe che dimenticassimo le atrocità degli slavi titini. NN FATEVI ILLLUSIONI CHÈ SONO FINITI I TEMPI DEL NEGAZIONISMO ROSSO.

    • Guardi a me del comunismo e di Tito non me ne frega una mazza. Mia nonna con 12 figli mentre andava a prendere del latte e del pane per sfamarli è morta sotto un bombardamento alleato e mio nonno panettiere poiché s’era dimenticato il pass per il coprifuoco era finito in Risiera di S. Sabba. La comunità slovena c’entra eccome. Poiché lo scontro tra le due comunità, quella italiana e quella slovena a Trieste è stata particolarmente pesante. Guarda a caso l’onorificenza a Tito è stata data quando c’era il sindaco Consolini facente parte della minoranza slovena. Non è qualunquismo è voler dimenticare e se possibile perdonare.

  3. A Pristina, Kosovo, hanno cancellato la Boulevard Tito, (così come quella intitolata a Lenin): in Italia 12 Comuni hanno una via intestata all’infoibatore. Maolo VI lo accolse in Vaticano nel 1971… Che schifo

  4. Gentili Signori, prima di dissertare su Tito e sulle foibe, andate a leggervi la storia e per vostro riferimento: Anno 1920 incendio dell’hotel Balkan a Trieste e le belle azioni di un tale che si chiamava Giunta. Forse non sapete che pure decine di migliaia di sloveni ex sudditi KuK dopo la prima guerra furono costretti a lasciare queste terre e non certo di spontanea volontà e a causa di chi? Questo di certo non giustifica gli orrori delle foibe e l’esodo di tanti istro-dalmati, i quali non tutti lasciarono le loro terre perché perseguitati ma molti pure per un fatto di convenienza ed opportunità che lì venivano offerte dall’Italia di allora, mentre nel frattempo tanti triestini invece emigrarono in Australia, chissà perché?! Il dibattito sarebbe lungo e lasciamolo agli storici di professione, rimane il fatto che il Maresciallo Tito fu un grande leader capace di unificare e creare una grande nazione che oggi purtroppo non c’è più.

    • negativo,mi spiace,”prima di dissertare sulle foibe” non bisogna affatto andarsi “a leggersi la storia” (scritta da chi,poi ?) ma semplicemente venire da quelle parti come il sottoscritto.

      ma che cazzo ne sapete voi,del “Castagner”,della Grotta dei Colombi,di “zio Nini” a Stoja e di tante altre storie che NOI abbiamo tatuate sotto le pelle;così come le bombe innescate da quei maiali di titini con la collaborazione fattiva dei loro colleghi inglesi,quella volta a Vergarolla,Agosto del 1946,o delle partite a calcio nei cortili dell’Ammiragliato di Raimondo Vianello,e del fratello di lui,Pilota della Regia Aeronautica…

      spero pertanto che il pregiato “Primato Nazionale” mi lasci ricordare queste rime,di un gruppo evocativo sin dal nome,gli “Ultima Frontiera”:

      “Questa terra ho nelle vene
      Questa terra mi appartiene
      Terra nostra per la storia
      Nel mio sangue la memoria
      Terra e sangue sempre uniti
      Non possono esser divisi
      Terra mia santificata con il sangue
      Terra sacra
      Questa è la mia religione
      Unità della Nazione
      Religione insanguinata
      Religione della Patria
      Terra pazzamente amata
      Terra mai dimenticata
      Ogni vero Italiano è anche Dalmata e Giuliano”

      PS “Cicio no xe fato par barca”…

  5. Gentile signore
    le vittime sono sempre vittime, anche una sola signifca il mondo intero, ma quando si va a parlare di morti mi sembra cinico arrotondare le cifre a decine e decine di migliaia (quante?). Quante decine di migliaia di sloveni vivono a Trieste, Aurisina, Duino e Basovizza? Mi perdoni l’ignoranza. Sta di fatto che Tito l’aggettivo grande lo merita soltanto quando si parla di esecuzioni ed eccidi di massa: l’epurazione etnica dell’elemento italiano in Istria, della resistenza italiana al fascismo in Istria, le foibe, la Via crucis croata, l’isola Calva e gli altri campi di concentramento che hanno continuato a funzionare fino al 1950 anche a conflitto ultimato, i sacerdoti cattolici ed ortodossi, il culto della personalità e il lavaggio ideologico dei cervelli…. La nazione iugoslava non è esistita mai,e lo hanno dimostrato gli eventi alla fine del 20. secolo. Era piuttosto un’accozzaglia infelice di popoli diversi, tenuti assieme dall’oppressione feroce di un dittatore e dagli interessi delle potenze vincitrici della II guerra mondiale, dove il “grande leader” sapeva barcamenarsi e scegliere la parte che aveva più forza o offriva di più. Al momento della rottura con Stalin testimoni oculari parlano di navi da guerra americane ormeggiate nel porto di Fiume.Non so se Lei sia al corrente, ma nell’ex Jugoslavia dalla morte di Tito in poi in molti si stanno interrogando sulla vera identità di colui o coloro che si celavano dietro a questo nome di cospirazione o meglio sigla per Treća internacionalna teroristička organizacija. Revocare la più alta onorificenza della Repubblica italiana a feroci assassini di massa, agenti segreti e cospiratori politici sarebbe finalmente un atto doveroso di verità storica e dignità politica da parte dello stato italiano nei confronti dei suoi cittadini tutti, la fine di uno dei ludibri delle istituzioni. Mi pare che anche la figura di Stalin sia stata messa in discussione post mortem, quando i tempi erano più propizi.

  6. Prima togliamo le nostre ufficiali e vergognose onorificenze a questo assassino, prima finirà la 2a guerra mondiale e prima l’Italia riacquisterà la sua dignità…
    Quanti Cristiani ha ucciso e non solo italiani!
    Preghiamo per la sua anima, ma non osanniamone mai più le malefatte!!!

    • Ha detto bene, cristiani infatti;con il conseguente allarganento della fede, con Tito nazione mussulmana. La prima ad averne fatto le spese è ahimé l’Istria, allagata da detta gente.

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