Roma, 12 lug – Il M5s rischierebbe di perdere altri senatori, dopo la “mossa del giaguaro” di Giuseppe Conte con la sua “dissidenza” presunta dal governo Draghi, esercitata con la bizzarra astensione sul dl Aiuti di ieri sera.

M5s, possibili fughe di senatori

Come riporta Dagospia, il “consiglio di guerra grillino” non ha ancora preso una decisione nel merito dell’eventuale voto di fiducia a Draghi, suggerito ieri sera anche da Silvio Berlusconi. Ma le “fini strategie”, tra cui quella di astenersi al voto alla Camera sul decreto legge Aiuti, si concretizzano in un “attenderemo fino all’ultimo minuto” che nel rapporto tra costi e benefici potrebbe pesare decisamente di più sul lato dei primi. Infatti la mossa teatrale di allontanamento dall’esecutivo potrebbe portare ulteriori emorragie in un movimento, di fatto, morto da ben prima della scissione con Insieme per il futuro. Sarebbero circa 8 i senatori che, nel caso, lascerebbero la formazione fondata anni fa da Beppe Grillo.

Alla Camera emorragia ancora più forte

Alla Camera la fuga potrebbe essere ancora più consistente: si parla di 15 o addirittura 20 deputati pronti a lasciare il Movimento, se questo decidesse di non votare la fiducia. D’altra parte, gran parte degli stessi parlamentari grillini si esprime in modo canonico. “Seguiremo le decisioni di Conte”, dicono. Chissà come finirà. Di certo, il bilancio degli ultimi mesi è imbarazzante, tra consensi crollati prima al di sotto del 15%, poi una scissione che ha diviso la formazione politica in due tronconi divenuti – di fatto – piccoli partiti. Infine un “tentativo di recupero spiccioli” (per seguire l’analisi di Clemente Mastella) che potrebbe portare a una ulteriore emorragia di parlamentari. Che dire, la “strategia grillina” degli ultimi tempi – e siamo generosi a definirla tale – non ne imbrocca una.

Stelio Fergola

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