Roma, 12 lug — Fa capolino la pista rom tra le possibile cause del rogo degli sfasci sulla Togliatti, nel quartiere romano di Centocelle. Il devastante incendio che sabato ha avvolto il quadrante sud-est di Roma in una nube di fumi tossici ha infatti avuto origine dal manufatto abbandonato, adiacente al Parco Archeologico, che un tempo fu la sede dell’associazione “Nuova vita” per l’accoglienza dei rom ospiti nell’ex campo Casilino 900.

Incendio Casilina, spunta la pista rom

Lo ha rivelato ieri Il Messaggero specificando come, proprio nel punto in cui sono stati trovati alcuni inneschi, vivevano alcuni nomadi poi sgomberati alcuni giorni fa. Stesso iter verificatosi nei mesi precedenti ad alcuni gruppi di rom accampati nella grande distesa erbosa del Parco di Centocelle. Avanza l’ipotesi che vede questi nuclei famigliari poco intenzionati a sloggiare il loro territorio e consentire la riqualificazione programmata dall’amministrazione capitolina, che prevedeva una serie di bonifiche della discarica diventata «un centro di smistamento illegale dei rifiuti». E l’incendio di sabato ha nei fatti bloccato il progetto del Campidoglio.

Una serie sospetta di incendi

Nel frattempo la Procura di Roma ha aperto un fascicolo d’indagine per incendio doloso. Ora si rimane in attesa della relazione dei vigili del fuoco e di altre informative dal commissariato Prenestino, mentre il Comune, stando alle dichiarazioni dell’assessore all’Ambiente, Sabrina Alfonsi, ha già inviato documenti di interesse alle autorità. «C’è anche una relazione della nostra Protezione civile allegata all’esposto in Procura». L’impressionante catena di eventi incendiari scoppiati sabato, in punti distanti tra di loro «quasi a voler disperdere le operazioni di soccorso» insospettisce. Nel primo pomeriggio era esploso un primo rogo all’Idroscalo di Ostia, seguito dall’incendio di container stracolmi di immondizia all’ex campo rom del Foro Italico a Roma nord, poi il devastante rogo a Centocelle.

Le testimonianze

Nel corso del doppio sopralluogo avvenuto ieri, poliziotti della Scientifica e del Nia (Nucleo investigativo antincendio) hanno rilevato tracce utili per risalire all’origine dell’incendio, acquisendo le immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza e raccogliendo le testimonianze dei volontari del parco. Secondo il racconto dei presenti una prima colonna di il fumo nero si sarebbe sollevata dai margini del Parco archeologico, poi un’altra più al centro, «a ridosso degli sfasci».La prima chiamata al 112 era arrivata alle cinque del pomeriggio e indicava l’incendio di sterpaglie all’altezza di via Casilina 712, poi alle sei e undici minuti altre telefonate segnalavano l’incendio arrivato ormai in viale Togliatti.

Cristina Gauri

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