Roma, 9 gen – Deltacron, “Deltomicron” volendo giocare con le parole così, per divertirsi. Perché non si può fare altro, vista questa ossessiva e infinita rincorsa alle varianti, alle loro combinazioni, indipendententemente dalla loro pericolosità. Tgcom24 è uno dei giornali che ne parla, con il solito tono inquieto. Inspiegabilmente inquieto.

Deltacron, l’ennesimo gioco di parole di un virus

Gioco di parole o combinazione di varianti, sembra quasi cambiare poco o nulla. A Cipro individuano la variante Deltacron, ovvero una specie di combinazione tra quelle Delta e Omicron. A parlarne è anche l’agenzia Bloomberg. Si cita Leondios Kostrikis, professore di scienze biologiche all’Università di Cipro, nonché capo del Laboratorio di biotecnologia e virologia molecolare. Finora sono stati individuati 25 casi. All’emittente Sigma TV, Kostrikis ha dichiarato che “attualmente ci sono co-infezioni Omicron e Delta e abbiamo scoperto che questo ceppo è una combinazione di queste due varianti”. Ed ecco la “Deltacron” proprio per l’identificazione di firme genetiche simili a Omicron e Delta.

Il solito “vedremo che succederà”

“Vedremo in futuro se questo ceppo è più patologico o più contagioso o se prevarrà” su Delta e Omicron, aggiunge Kostrikis. Che sottolinea anche come esso potrebbe essere sostituito anche dalla variante Omicron, molto rapida nella trasmissione dei contagi. L’analisi statistica finora effettuata sui 25 casi mostra quanto essi siano più frequenti tra i pazienti ricoverati in ospedale per Covid, rispetto a coloro che non sono ospedalizzati. “Le sequenze dei 25 casi di Deltacron sono state inviate a Gisaid, il database internazionale del’Istituto Pasteur a Parigi che traccia i cambiamenti del virus, il 7 gennaio”.

Alberto Celletti

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6 Commenti

  1. Una variante, prima di essere individuata, ha avuto il tempo di girare ampiamente in lungo e in largo,
    Probabile che, sotto altre spoglie, stia girando già tra noi.

  2. “Numeri record. Le complicazioni dell’influenza, soprattutto le polmoniti, mandano in crisi le rianimazioni: 48 i casi di malati gravi ricoverati da Natale a oggi nelle terapie intensive di Policlinico, San Raffaele, San Gerardo di Monza e San Matteo di Pavia, gli ospedali di riferimento in Lombardia per l’uso dell’Ecmo, il macchinario che si sostituisce ai polmoni. I problemi si accavallano: difficoltà ad accogliere nuovi pazienti, rinvio degli interventi chirurgici programmati e prenotazioni sospese per i posti letto delle rianimazioni destinati ad accogliere i malati dopo le operazioni, turni straordinari (gratis) per medici e infermieri richiamati dalle ferie. Una situazione grave che spinge i medici a chiedere l’aiuto dell’assessorato alla Sanità guidato da Giulio Gallera e a rammaricarsi per la scelta fatta dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin di non stanziare più fondi per la rete italiana dell’Ecmo (finiti i 20 milioni di euro finanziati nel 2009 dall’allora ministro Ferruccio Fazio).”.
    La notizia non è di questi giorni.
    È di gennaio 2018 pubblicata dal corriere della sera Milano.
    Tutti questi grandi scienziati dov’erano?

  3. Quanta gente che mantiene ‘sto sino-virus, micro parassita in perfetta simbiosi con macro parassiti, alias umani altamente patogeni ! Ovvero, infame gestione microbica….

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