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Roma, 4 mag – In crisi di consensi in vista delle elezioni europee, il M5S cerca di raccattare qualcosa a sinistra. E quale miglior occasione se non quella, immancabile, di attaccare CasaPound? Protagonista dell’ennesimo, bieco e sbilenco tentativo, è nientemeno che Paola Taverna, esponente storico dei pentastellati e vicepresidente del Senato.

“Un pericolo per l’umanità”

In un post pubblicato su facebook, la Taverna non usa mezzi termini: “CasaPound sta dimostrando di non essere un partito politico ma un pericolo per l’umanità“. Addirittura. Roba da allertare l’Onu e il tribunale penale dell’Aia.

paola taverna cpiIl motivo di tanto astio è presto detto. “Continuano a mantenere occupati illegittimamente gli stabili, come quello in via Napoleone III a Roma, con buona pace di chi potrebbe utilizzarli per necessità”, spiega la senatrice, dimenticando che in quello stabile vivono in effetti delle famiglie che sono in stato di necessità a causa della mancanza di una politica abitativa che il suo movimento, al governo di Roma da anni, non ha peraltro mai affrontato.

Ancora: “Incitano alla violenza e alla discriminazione, come è successo poche settimane fa nel mio quartiere dove hanno cercato di sopraffare le vere voci di questa periferia”. Tradotto: non siamo riusciti a capire le periferie che ora ci voltano le spalle, quindi tanto vale denigrare quella che è a tutti gli effetti una domanda di aiuto che i 5 stelle preferiscono evidentemente lasciare inascoltata solo perché non riescono a rispondere.

Accuse strampalate e fake news

In pieno stile grillino, Paola Taverna non poteva farsi mancare la classica dose di bufale un tanto al kg. A partire ad esempio dal corteo di Milano, organizzato non da CasaPound ma da una serie di sigle in ricordo del barbaro assassinio di Sergio Ramelli. Corteo al quale han partecipato anche numerosi parlamentari, fra cui per inciso un leghista con cui il M5S governa, e che ha visto sì qualche momento di tensione, ma senza sfociare in scontri “pesanti”.

Immancabile poi il riferimento ai fatti di Viterbo. Anche qui, però, la senatrice scivola grossolanamente. Anzitutto perché dei due imputati solo uno era consigliere comunale, ma in ogni caso sono entrambi stati subito espulsi dal movimento. In secondo luogo, fino a prova contraria la responsabilità penale è (per fortuna) ancora personale, altrimenti in Italia non dovrebbe esistere alcun partito. Compreso quello della Taverna.

Infine l’appello a Salvini, al quale chiede “in quanto responsabile dell’ordine pubblico e della sicurezza del nostro Paese di attivare tutte le sue forze perché certe cose non accadano più. Siamo stufi”. Visti i sondaggi che li danno in crollo verticale, consentendogli perfino di far resuscitare il Pd, par di capire che non siano gli unici.

Nicola Mattei

6 Commenti

  1. Scusate forse mi sbaglio,ma la taverna non è quella che aveva la madre che occupava una casa popolare senza non averne più titolo?

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