Roma, 17 lug — David Parenzo, nelle vesti di co-conduttore assieme a Concita De Gregorio della trasmissione InOnda in onda su la 7, lancia la sua «idea» su come punire ancora i no-vax. Gettando, magno cum gaudio, ulteriore benzina sul fuoco — come se la situazione, nel cuore della pandemia, con la crisi economica sempre più forte e la limitazione delle varie libertà sempre a rischio di giri di vite, non fosse già incandescente e polarizzata a sufficienza.

Parenzo invita i rider a sputare nel cibo dei no vax

Il suo invito, rivolto direttamente ai giovani rider che consegnano cibo a domicilio, è quello di sputare sulle pietanze che consegnano ai no vax. D’altronde, quando uno è schierato dalla parte dei «buoni», della ragione, può permettersi di dire qualunque cosa, per quanto francamente oscena e di cattivo gusto. L’indignazione sarà confinata, come in questo caso, sui soli social: ma niente titoli di giornale o trasmissioni televisive pronte a gridare contro la discriminazione intollerabile propugnata in diretta tv. D’altronde, Parenzo nemmeno spiega come il rider potrebbe sapere della scelta di non vaccinarsi del cliente a cui consegna il cibo.

Persino Ricciardi lo smentisce

C’è poi un altro dettaglio non trascurabile: nella stessa serata, nella stessa trasmissione condotta proprio da Parenzo, era ospite il super-consulente del Ministro Speranza, Walter Ricciardi, il quale ha dichiarato che la vaccinazione agevola le varie mutazioni e le varianti del virus. L’idea di Ricciardi è che le varianti finiscano addirittura per bucare la doppia dose di vaccino. «Il virus, trovando un soggetto vaccinato che gli resiste, cerca di identificare le strade per aggirare la vaccinazione. E’ una battaglia eterna quella tra i virus e l’uomo, perché i virus si devono impadronire delle cellule umane per riprodursi», ha spiegato Ricciardi.

In questo quadro viene da chiedersi con quale coraggio Parenzo possa pronunciare bestialità simili, prendendosela con gli scettici o i dubbiosi, quando gran parte della credibilità dei vaccini stessi è stata minata non dalla propaganda no-vax, ma dalla schizofrenia di giornali e sedicenti esperti che ogni giorno dal loro pulpito mediatico ne sparano una.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

2 Commenti

  1. toh paperino che cinguetta…porella fatela prendere aria! questa-e-o qui è uno-a-e sfigatell-o-a-e adolescenziale!

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