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Roma, 4 ago – Il professor Bassetti torna a parlare, sostenendo come di consueto il fronte degli scienziati «ottimisti» – del quale fa parte assieme a Zangrillocontro i «catastrofisti» che presagiscono l’arrivo imminente di una seconda ondata dell’epidemia. «I numeri ci danno una dimensione decisamente diversa del fenomeno». Bassetti, direttore della Clinica malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, è intervenuto ad Agorà Estate all’indomani della presentazione dei risultati dell’indagine sulla sieroprevalenza realizzata da Istat e ministero della Salute, che indicano un avvenuto contatto col Covid nel 2,5% della popolazione: quasi 1,5 milioni di italiani secondo le stime dell’Istituto.

La letalità scende

Alla luce di questi dati, lo scienziato ribadisce che «Si tratta di un’infezione con una contagiosità più alta rispetto all’influenza stagionale ma con una letalità per gli infetti decisamente inferiore ai numeri riportati». Quindi, numeri alla mano, «Se pensiamo che tutti i 35mila decessi in Italia siano tutti legati al Covid, e sarà tutto da dimostrare, abbiamo una letalità che scende al 2% e ci pone molto più vicino al resto del mondo. E’ probabile che ci sia più del 2,5% degli italiani venuti a contatto del virus. Dai dati che abbiamo a disposizione su Liguria, Lombardia e altre regioni siamo più vicini al 7-8%, questo porterebbe il numero dei contagiati intorno ai 4-5 milioni in Italia», sono i calcoli di Bassetti. Due azioni si rendono ora necessarie: un ricalcolo dei dati, e «continuare ad avere l’atteggiamento che abbiamo avuto ma non fare terrorismo. Dobbiamo finirla con questa visione terrorizzante della popolazione», aggiunge.

Basta con il terrorismo

Bassetti ricorda che di tutti i positivi riscontrati nelle ultime settimane, per «la stragrande maggioranza» si tratta di «asintomatici. I numeri della terapia intensiva sono stabili da giorni», prosegue. «I numeri sono reali e non possono essere confutati. C’è qualcuno che continua a vedere il bicchiere mezzo vuoto e sbaglia. Oggi è giusto dare informazioni positive». A Bassetti «non piace parlare di seconda ondata. Il virus è presente, è tra noi. Dobbiamo imparare a conviverci. In autunno e in inverno ci saranno persone contagiate, in quel momento dovremo essere bravi a trattare queste persone in modo adeguato, individuando nuovi focolai. Chi dice che avremo una seconda ondata come la Spagnola fa terrorismo: siamo nel 2020, la Spagnola è arrivata nel 1918 quando non c’erano vaccini, antibiotici, ventilatori».

Cristina Gauri

3 Commenti

  1. Tutti gli anni, a partire da fine ottobre, decollerá l’ondata dell’influenza stagionale con febbri, tosse, problemi respiratori, complicazioni e morti.
    Probabilmente accadrà anche quest’anno.
    Diranno:
    Ve lo avevano detto e non ci avete creduto.

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