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Pavia, 27 ott – La tranquillità delle campagne che circondano Pavia e che lambiscono la vicina Milano venne sconvolta il 27 ottobre del 1962 quando un incidente aereo mise al centro delle cronache, nazionali ed internazionali, il paese di Bascapè, piccolo centro della provincia pavese. Esattamente cinquantasei anni fa iniziava uno dei tanti, troppi misteri italiani: sul Morane-Saulnier MS-760 Paris partito da Catania, ormai prossimo all’atterraggio presso lo scalo milanese di Linate e che si schiantò nelle campagne attorno a Bascapè viaggiava Enrico Mattei, ex membro della componente “bianca” della Resistenza e, soprattutto, fondatore dell’Eni.
A tre giorni di distanza dalla fine della guerra, il 28 aprile del 1945, mentre la tragica vendetta degli ex compagni d’armi nella lotta partigiana dilagava, si scriveva il destino di Mattei: viene nominato commissario dell’Agip, ente statale per la produzione, la lavorazione e la distribuzione dei petroli, con il solo compito di liquidare e chiudere questa azienda pubblica. Invece no: nonostante la contrarietà delle sinistre che vedevano in questa azienda statale un retaggio del Fascismo e di una certa componente democristiana già pronta a svendere la Patria ai cosiddetti “liberatori”, Mattei decide di sfruttarne il potenziale.
Così, tra misteriose acrobazie contabili e gesti non propriamente puliti, Enrico Mattei diede inizio alla riscossa: suo cavallo di battaglia fu il sistema di assegnazione delle concessioni di ricerca e sfruttamento che, al tempo, erano appannaggio di aziende straniere, in maggioranza – che strana combinazione – compagnie battenti bandiera a stelle e strisce. La sua tenacia – ed i suoi metodi non proprio conformi, per usare un eufemismo – portarono l’Agip dalla chiusura alla trasformazione in Eni. Siamo nel 1953: a tempo di record, dalle ceneri e dalle macerie, nasce un colosso del settore degli idrocarburi avente a capo lo stesso Mattei e che, più rapidamente, diventa il cuore della politica italiana.
mattei morteEnrico Mattei e l’Eni spiegano le ali e prendono il volo, ma, come Icaro, volando troppo alto ci si avvicina troppo al sole che brucia e si cade: il nuovo arrivato nel mercato degli idrocarburi dà fastidio a molti. E il suo volo si interrompe in modo tanto tragico quanto misterioso quella mattina di ottobre del 1962: si dice sia un incidente.
Questa presunta verità durerà fino al 1997 quando, in seguito al ritrovamento di reperti analizzabili con tecnologie più evolute, l’indagine sarà riaperta e porterà a stabilire che Mattei è stato vittima di un attentato per poi essere archiviata definitivamente nel 2005 senza conoscere il colpevole. Tempo di nebbie a Bascapè, e nel resto della vasta provincia di Pavia, capace di essere molto fitta, così come il mistero che continua, e continuerà, ad avvolgere la morte di Enrico Mattei, scomparso proprio a Bascapè il 27 ottobre del 1962.
Giacomo Bianchini

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