Roma, 14 gen – Più positivi al Covid ci sono, più aperture vengono concesse. La Danimarca, come riporta EuropaToday, va in direzione opposta al resto dell’Occidente.

Positivi al Covid in aumento e riaperture: la situazione in Danimarca

C’è sempre il limite di chiamare “infezioni” quelle che nella stragrande maggioranza dei casi sono “portamenti sani” del virus Covid 19, quindi sostanzialmente gente sanissima e senza alcun tipo di problema, come avviene dalle origini di questa tristissima esperienza. Ma per il resto, l’articolo di EuropaToday ha se non altro il merito di affacciarsi a un dato di fatto che già in altre realtà mondiali ogni tanto si era palesato: la possibilità di vivere con il Covid, senza impazzire.

Perché nonostante i positivi (“gli infetti!”) quasi sempre asintomatici in aumento, la Danimarca apre i luoghi di svago e di divertimento. “Mentre la curva dei contagi cresce a livelli mai visti prima”, si legge. Come se si parlasse dell’Ebola, ma questo è un altro – sempre triste – discorso. Il governo danese ha allentato le norme di distanziamento sociale e ha riaperto i musei, i locali, i cinema e pure gli stadi. Ovviamente l’Oms ha scomunicato gravemente l’orrida scelta di Copenaghen, foriera di chissà quali future accuse di carneficina della propria popolazione, vicine a “uno tsunami”. E lo stesso articolo non esce dalla contraddizione quando dice che è “un’ipotesi che di fatto sta già diventando realtà”, salvo dover constatare un rigo dopo “a rassicurare il governo è il fatto che i tassi di ospedalizzazione diminuiscono nonostante il picco di contagi”.

“L’impennata delle infezioni”

Sì sì, crescono i positivi in Danimarca. Ma chiamiamoli infetti, che fa più World War Z, ignorando i dati sull’asintomaticità. Crescono da dicembre, “gli infetti”, e già hanno provocato chiusura di teatri, parchi e cinema. Il governo è stato “costretto” a reintrodurre le norme di sicurezza. Però, attenzione, “recentemente i ricoveri ospedalieri e i decessi si sono stabilizzati a livelli inferiori a quelli visti un anno fa, quando il numero di nuovi casi giornalieri era di poco superiore alle mille infezioni”.

Mette Frederkisen, il primo ministro danese, ha affermato che “alla luce di come stanno andando le cose, è davvero molto positivo che la Commissione epidemica (l’equivalente del Cts italiano, ndr) ora raccomandi di revocare alcune delle restrizioni, non ultimo nel campo delle attività culturali”. Decisione basata sul parere degli esperti. L’unica limitazione sarà quella di mantenere il limite di 500 persone per i concerti al chiuso.E chissà che gli esperti del “Cts danese” non siano stati più svegli degli esperti di quello italiano.

Stelio Fergola

La tua mail per essere sempre aggiornato

3 Commenti

Commenta