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PokemonGO_145530996-4Roma, 20 lug – Peggio dei fissati di Pokemon Go ci sono solamente gli indignati per Pokemon Go. Sono dei mentecatti, i nuovi rabdomanti che vediamo in giro per le nostre città con il telefono in mano alla ricerca dei mostriciattoli virtuali da catturare? Un po’ sì. Va detto, del resto, che come ogni fenomeno di tendenza, l’aspetto totalizzante e psicotico della nuova moda viene artificiosamente pompato dai media. Certo, la storia del ragazzo che si licenzia per cercare i Pokemon può far arrabbiare chi il lavoro non ce l’ha, ma si ha notizia di un solo caso di questo tipo nel mondo, in Nuova Zelanda, e poi chissà come stanno davvero le cose. Che il gioco sia di moda è un fatto, che ci sia davvero una generazione che cessa ogni altra attività per dedicarvisi è tutto da dimostrare. Solo che ai media fa gioco rilanciare simili notizie per gonfiare il fenomeno e al tempo stesso indignarsene moralisticamente.



Del resto queste mode durano, in genere, quanto? Un mese? Tre mesi? Fra un anno nessuno ricorderà più cos’è Pokemon Go, ma in compenso ci sarà una nuova tendenza di cui tutti diranno peste e corna, alcuni dei quali dimenticheranno per l’occasione di aver dedicato, tempo prima, qualche settimana alla ricerca di Snorlax. Qualche anno fa si impiegò un sacco di sociologia per spiegare come Second Life avrebbe distrutto le nostre vite. Oggi chi si ricorda cos’era Second Life? Beninteso: qui non si vuole sminuire il carattere abbrutente, decadente e infantilistico di mode di massa come Pokemon Go. Si tratta di un gioco stupido. Ma la stupidità veramente pericolosa non è quella conclamata, bensì quella che si traveste di intelligenza. Un editoriale di Repubblica è 1000 volte più micidiale di Pokemon Go, perché ha effetti più duraturi, più pericolosi, ma non è circondato da altrettanto biasimo sociale.

Cosa ci sconvolge del gioco interattivo sui pupazzetti giapponesi? Che ci allontana dalla vita reale? Davvero? Più del pacifismo, delle campagne anti-bullismo, dell’ideologia gender, delle campagne antirazziste, della “educazione all’affettività”? L’anestetizzazione dell’uomo occidentale, la sua riduzione a poltiglia che vive in una dimensione inautentica, è in cima all’agenda del pensiero unico che ci sovrasta, da molto prima che esistessero gli smartphone. La rieducazione di un tipo umano che non conosca la guerra, l’eros, l’arte, che non si impegni, che non lotti, che non sappia da dove viene e dove va è un preciso obbiettivo ideologico delle tendenze culturali dominanti. “Nobili” tradizioni come il marxismo e il liberalismo non avevano in mente esiti molto diversi. E ora il problema sarebbero i Pokemon? Questo bigottismo romantico su internet che rovina le relazioni sociali, come se prima vivessimo in un’appagante condizione comunitaria, fa ridere. Ora, se l’alternativa a Pokemon Go è la lotta, allora via gli smartphone e tutti in trincea. Se l’alternativa sono gli editoriali di Saviano, diteci dove trovare Pikachu e facciamola finita.

Adriano Scianca



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4 Commenti

  1. Ancora una volta, Sig. Scianca, non posso che complimentarmi con lei per l’ arguzia e la profondità espresse nell’ articolo, che condivido pienamente.

    Ha ragione lei, molto meglio Pikachu che che un’ editoriale di saviano…

  2. Scianca, se continua a scrivere articoli così, la prima volta che la incontrerò sarò costretto a baciarla sulla bocca… e io non sono finocchio! A parte gli scherzi, condivido al cento per cento.

  3. Sarà una moda passeggera quella di Pokémon Go, però sono 20 anni che sti Pokémon di merda rompono i coglioni bruciando il cervello di generazioni di giovani! Noi almeno crescevamo con Capitan Harlock, Lupin, Sampei, e chi più ne ha più ne metta! Ricchi di contenuti e valori – condivisibili o meno, ma almeno avevano un contenuto. Questi crescono con l’unico scopo di “catturarli tutti”, perché se non ci riesci sei uno sfigato. E così si vendono serie TV, giochi, pupazzetti, carte collezionabili, merchandising di qualsiasi tipo.. Facessero almeno una nuova versione dove devi catturare, che ne so, i giornalettisti italiani, i terroristi, i clandestini irregolari, i trinariciuti benpensanti, almeno avrebbe un senso!!
    Cioè, dal 1996, sono usciti più di 70 giochi, dico 70! – e per lo più tutti uguali.. Gotta fuck ’em all!!

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