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Pompei, 3 ago – Pompei non finisce mai di stupire e di far tornare alla luce la bellezza creata dalla civiltà romana. Un patrimonio unico al mondo che si arricchisce e rigenera con il tempo. Gli scavi in corso nella Regio V ad esempio, hanno fatto riemergere quella che veniva indicata dagli archeologi come la Casa di Giove. Stucchi colorati e particolarissimi decori, mettono in evidenza la splendida dimora in cui alloggiava il proprietario romano. “Una domus con decori ‘vintage’ – ha dichiarato all’Ansa il direttore Osanna – il cui proprietario doveva essere facoltoso e colto, conscio del valore di pitture già allora centenarie”.
“Il proprietario aveva voluto preservare per le stanze più in vista della sua casa quei dipinti ‘arcaici’, che in epoca augustea erano considerati il top. Le stanze sul retro invece, riservate alla famiglia, erano state restaurate con decori più contemporanei”, ha precisato Osanna. La domus, già in parte scavata nel ‘700 e poi nell”800, è limitrofa alla casa delle Nozze d’Argento e come spiegato dal direttore “gli scavi sono partiti proprio da quelli più antichi, in particolari quelli settecenteschi, decisamente brutali, fatti scavando una sorta di pozzo in profondità nel terreno e poi da lì una serie di cunicoli che finivano per smembrare gli ambienti, distruggendo muri e dipinti per portare via tutto quello che appariva più di valore”.
A tornare alla luce negli ultimi giorni però, non è stata soltanto la Casa di Giove. In un’altra domus del Vicolo dei Balconi, ad esempio, è emersa quella che secondo gli archeologi è “la prima scena figurata di una certa complessità”, ovvero “un quadretto idillico sacrale che raffigura una scena di sacrificio, nelle vicinanze di un santuario agreste”.
Alberto Palladino

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