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portogalloRoma, 11 lug – Sembra di vederlo qui davanti, emerso dagli abissi oscuri della fuffa insondabile. Eccolo qui, il tweet pensoso, la riflessione sociologica a portar via, un etto di “così pensan tutti” tagliato fino. Cose come: “Con la Francia vince la gioia di vivere della generazione Bataclan”. Oppure: “Questa è la migliore risposta all’Isis”. Ma anche: “Pogba alza la coppa in faccia al razzismo della Le Pen”. Il twittatore collettivo ce l’aveva in canna. E soprattutto lui, il fuffologo dei fuffologi, l’uomo secondo cui il raddrizzamento della Costa Concordia rappresentava il rialzarsi dell’Italia, mister metafora scontata, alias Roberto Saviano, stava proprio lì lì per scriverlo. E invece niente.

Ovviamente noi ci guarderemo bene dal trarre lezioni filosofiche, morali o politiche da una vittoria calcistica, per di più arrivata ai supplementari, dove poteva succedere di tutto e dove il caso e la fortuna hanno giocato un ruolo centrale nel determinare il risultato. E sì, ci siamo accorti che la competizione è stata decisa da un ragazzone della Guinea Bissau che in un mondo più giusto e più bello avrebbe segnato per far felice il suo popolo. Ma sul Portogallo campione d’Europa non c’è, per ora, alcuna narrazione di edificante antirazzismo. Ne esiste una molto potente, invece, sulla Francia, così come c’era sul Belgio che alla vigilia era dato per favorito in base a criteri, viene da pensare, tutti politici.

Lo spot antieuropeo edificato sulle nazionali di Pogba e Nainggolan aveva bisogno esattamente di una vittoria per riprendere fiato. Così non è stato, tanto basta per sorridere al risultato. Non è, del resto, che questa sconfitta della Francia metta in discussione un modello di società: per quella causa Salah Abdeslam ha già fatto molto più di quanto non potesse fare Cristiano Ronaldo. Ma se non altro ci ha risparmiato qualche giorno di retorica. Ne avremo altra, di retorica: la “favola” del Portogallo, Cr7 “capitano vero” e ovviamente il “sogno” di Eder, “dalla Guinea al tetto d’Europa”. Ma non è la stessa cosa. E qui torniamo a Saviano, preso come idealtipo perfettissimo del commentatore politicamente corretto medio. L’uomo della parola giusta al momento giusto. Che infatti è rimasto senza parole e ieri sera ha rilanciato l’abbraccio alla Ringo Boys di un bambino bianco e uno nero. Fossero stati Griezmann e Sissoko, nel video strappalacrime, sarebbe stato molto più fastidioso.

Adriano Scianca

4 Commenti

  1. Il Portogallo ha vinto con intelligenza tattica, possesso del campo e proprietà di palleggio: cose difficili da ottenere da una nazionale come quella francese che per 7/11 è dell’Africa nera.
    D’altronde stiamo parlando di campionato europeo delle nazioni: è giusto così. È vero che anche il Portogallo ha la sua buona dose di immigrati, ma non è la stessa cosa della Francia: infatti i Lusitani hanno mantenuto un gioco europeo.

  2. Il Portogallo è arrivato in finale per culo dopo aver affrontato le squadre più scarse e dopo aver vinto una partita sul campo e una ai rigori. Se avesse vinto la Francia la solita propaganda avrebbe strumentalizzato la cosa alla grande. Ieri sera non riuscivo a simpatizzare per nessuna delle due squadre ma solo a rimpiangere che non eravamo noi in finale, perché alla luce dei fatti, a livello di squadra, eravamo i più forti.

  3. Condivido, parola per parola, l’ articolo ed il pensiero del Sig. Scianca. E ripenso alle risate che mi sono fatto ieri sera, quando il Portogallo ha segnato il Goal della vittoria, ed ho immaginato proprio i vari Saviano & C. con la boccuccia spalancata per l’incredulità e lo stupore : “Ma come?” “Non doveva succedere!!!” Che delusione, poveretti…