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Firenze, 10 dic – Ogni anno c’è un presepe alternativo o più di uno: adesso tocca a quello dell’artista Clet, che sulla sua pagina Facebook esprime il manifesto artistico (e politico) della sua opera: “Tutte le razze e gli angeli trans”.



Clet, lo street artist francese

Clet, al secolo Clet Abraham, è un artista francese attivo in Italia e in particolare a Firenze. La sua “specialità” è la street art. Molti di voi avranno sicuramente visto le sue opere, che di solito consistono nell’applicazione di stickers sui cartelli stradali, in cui gli “omini neri” dei cartelli prendono vita. I suoi interventi sull’arredo urbano dall’Italia sono arrivati anche in altri Paesi.

E va di nuovo in scena il presepe

Come ogni artista che si rispetti al giorno d’oggi, ovviamente Clet è portatore sano della giusta dose di cosmopolitismo e meticciato culturale. E quale opera migliore può veicolare questi concetti se non il presepe? D’altronde, da quello con le mascherine a quello coi migranti per arrivare a quello con l’astronauta di piazza San Pietro, sembra essere il “bersaglio” preferito di chi si antepone a qualsivoglia valore tradizionale.

“Una famiglia moderna, super open!”

Così scrive Clet sulla sua pagina Facebook: “Quest’anno ho deciso di partecipare a la gara del presepe di Firenze, argomento complesso: in un paese arabo nasce un bambino biondo con gli occhi azzurri, da tre genitori…. Un vecchio falegname barbuto,  Un misterioso fantasma E una giovanissima ragazza che dice di essere vergine e incinta insieme”. E ancora: “Poi ci sono i zii trans, con gli ali, il bue, l’asino e qualche pecorelle. Vivono tutti insieme felice dentro una capanna Tirolese. WOW, questa si che è una famiglia moderna, super open, come piace a me, dove ognuno ha il sacro diritto di scegliere, senza nessun limite di colori o di genere, con chi sentirsi in famiglia. Del resto, siamo tutti una stessa, unica, grande famiglia non è vero?“. Insomma, questa l’interpretazione (errori ortografici compresi) dell’originalissimo artista.

Big family !

Quest’anno ho deciso di partecipare a la gara del presepe di Firenze, argomento complesso:
– In un paese…

Pubblicato da CLET su Giovedì 10 dicembre 2020

 

Ma le critiche non mancano

Qualcuno, nei commenti, non manca di fargli notare  la stancante retorica dell’ennesima reinterpretazione del presepe: “i cartelli sono molto simpatici, il testo che li accompagna è veramente di cattivo gusto: un bel tacer non fu mai scritto”, scrive un utente. “Mi sei venuto a noia! Sempre più scarabocchi e poca originalità“, si legge ancora. “Wow. Hai vinto tutto l’apprezzamento della comunità antireligiosa e conformista” ironizza qualcun altro “Sei un vero artista di pensiero libero!”. E ancora: “Uno che si autodefinisce artista solo per aver vandalizzato dei cartelli stradali, non mi sembra proprio il caso che si metta a disquisire su cose troppo più grandi di lui”. Se la cifra esistenziale di un artista è la ricerca dell’originalità, mi sa che con Clet ci siamo ancora molto lontani.

Ilaria Paoletti



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4 Commenti

  1. Miserabile coglione e vigliacco! E ovviamente pure blasfemo, ma oggi è una medaglia (di merda!) Perché non va a sfottere gli islamici!?

  2. Per questo pseudo artista è tutto trans (di là della sua portata). Lui è rimasto, soggetto problematico, al asilo mariuccia!

  3. Che palle questi artisti di regime! Se ‘sto Clet fosse vissuto nel Ventennio avrebbe messo la camicia nera a tutte le statuine.
    Vuoi essere originale e magari addirittura trasgressivo? Metti tutte le statuine all’interno di una locanda, aperta ben oltre le vostre amate ore 18, dove si mangia e si beve, e ci si scalda stando vicini in attesa della mezzanotte!
    E vaffanqlo a te, a Conte e pure al papa. E voglio sperare che non siate così retrogradi da considerare il mio gayo invito un insulto!

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