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Venezia, 19 apr – Era scomparso da circa due anni don Flavio Gobbo, sacerdote presso la parrocchia di San Vito e Modesto di Spinea, comune in provincia di Venezia. Ora si apprende il motivo della “scomparsa”: don Flavio era in cura per ludopatia. Il prete, infatti, aveva lasciato un buco di mezzo milione nelle casse della sua parrocchia. Se li era giocati al casinò. Ieri si è dunque concluso il processo a suo carico con un patteggiamento di 2 anni e la promessa di restituire a rate una parte della somma sottratta.
Come fa sapere la Diocesi di Treviso, «Don Flavio Gobbo, in questo periodo di sospensione del ministero, concordato con il vescovo, è sempre rimasto in contatto con i suoi superiori e con i suoi confratelli sacerdoti. Non lo hanno mai abbandonato, offrendogli l’aiuto e il sostegno necessario. Ha accettato sin da subito di sottoporsi a un impegnativo programma terapeutico riabilitativo in un centro specializzato per curare una forma patologica di disturbo da gioco d’azzardo».
«Questa patologia – continua la nota – è molto più diffusa di quanto si possa pensare o si voglia riconoscere. Una volta riconosciuta, essa necessita di un aiuto specialistico e di un contesto umano e comunitario di supporto. Infatti, è tipico di questi disturbi negare o minimizzare il problema e illudersi di uscirne da soli». La stessa Elisabetta Spigarelli, il pm inquirente, aveva del resto posto come condizione per il patteggiamento con il prete proprio la partecipazione ad un percorso di cura.
Vittoria Fiore



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