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Nel mese di giugno, in tutto il mondo, si dovrebbe celebrare Pride month, il mese della diversità sessuale e dell’orgoglio Lgbt. Si dovrebbe perché le multinazionali si sono scordate di colorare con i colori arcobaleno i loro account dei Paesi arabi. Inclusive sì, ma solo quando l’inclusività non tocca il loro business. Nei Paesi in cui l’omosessualità è ancora un reato, come l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi e il Qatar, o dove essere gay può essere ancora un problema, come la Turchia, le più note società internazionali hanno preferito censurare il mese dell’orgoglio Lgbt, conservando il logo con i colori tradizionali.

Sangue di Enea Ritter

Il Pride secondo le multinazionali americane

Mentre la Casa Bianca di Joe Biden e Kamala Harris augura un “Felice Pride month”, diverse multinazionali americane non sono state così inclusive nei Paesi arabi.

Black Brain

“Dal 2005, Microsoft ha ottenuto un punteggio massimo di 100 nell’indice di uguaglianza aziendale nella campagna sui diritti umani, che indica che Microsoft sta stabilendo e applicando politiche per proteggere la comunità LGBTQI+” scriveva nel 2019 il colosso informatico fondato da Bill Gates, invitando tutti a unirsi alla società per la lotta all’inclusività. Peccato che, analizzando gli account Twitter, i colori arcobaleno non hanno trovato spazio in Arabia Saudita e Turchia.

“Come parte del nostro impegno continuo a sostenere la comunità LGBTQ+, stiamo organizzando una serie di celebrazioni della durata di un mese che raccoglieranno anche fondi per The Trevor Project, la più grande organizzazione al mondo per la prevenzione del suicidio e l’intervento in caso di crisi per i giovani LGBTQ” ha scritto YouTube lo scorso 2 giugno. L’iniziativa è decisamente importante, soprattutto se venisse sostenuta anche nei Paesi in cui gli omosessuali vengono ancora puniti con il carcere e le frustate.

“Festeggia il Pride Month. Non c’è modo migliore di trascorrere il mese di giugno che guardare la nostra collezione Pride Month con serie, film e speciali straordinari creati nel e per la comunità LGBTQ” ha scritto il guru dell’entertainment Netflix per lanciare le vendite all’inizio del mese dell’orgoglio Lgbt. Nel 2019, Netflix ha creato “Most, the home of Netflix’s LGBTQ+ storytelling”, dedicato ai “Black Trans Lives Matter”. Nessuna “casa” dell’inclusione è stata creata però in Turchia, nei Paesi del Medio Oriente e del Nord Africa.

“Giugno segna l’inizio ufficiale del mese del Pride in tutto il mondo e siamo entusiasti di unirci ai festeggiamenti. Il mese dell’orgoglio è importante, ma stiamo anche continuando il nostro impegno per l’inclusività tutto l’anno, trovando modi per creare un cambiamento significativo sia internamente per i nostri dipendenti sia esternamente per i nostri giocatori nelle comunità LGBTQIA+” ha dichiarato lo sviluppatore di giochi Bethesda, confermando il suo impegno per l’inclusività. Probabilmente, la multinazionale del Maryland ritiene che i Paesi del Medio Oriente e del Nord Africa abbiano già effettuato cambiamenti significativi a favore della comunità Lgbt.

Nel 2020, la multinazionale dell’informatica Hewlett-Packard (Hp) scrisse: “Il Pride Month è un’opportunità per riconoscere e celebrare i contributi dei nostri colleghi, fornitori, clienti e partner che fanno parte della comunità lesbica, gay, bisessuale, transgender, queer e questioning (LGBTQ+)”. Hp si è scordata di celebrare i contributi dei colleghi, fornitori, clienti e partner nei Paesi del Medio Oriente, in Nord Africa e in Turchia.

Procter & Gamble Italia ha deciso di manifestare a fianco del Pride di Roma per la prima volta nel 2018, scegliendo ‘Love Over Bias’ come tema dell’evento. La prima edizione ha visto la partecipazione di un nutrito gruppo di dipendenti e nel 2019 P&G Italia ha raddoppiato gli sforzi, sfilando a bordo di un carro che si è unito alla parata per le strade di Roma, vedendo la partecipazione anche di operaie ed operai degli stabilimenti, oltre che della rete di vendita” scrisse la una multinazionale americana di beni di largo consumo, proprietaria dei marchi Dash, Lenor, Braun, Gillette, Pantene, Swiffer, Viakal, Vicks e Az, solo per citarne qualcuno. In Arabia Saudita, si può forse “cancellare il Pride”?

Pride, l’inclusività in Germania va a targhe alterne

La tedesca Mercedes ha assoldato la celebrità televisiva Karamo Brown, primo uomo di colore apertamente gay lanciato in un reality show statunitense, per diffondere un messaggio inclusivo durante il Pride month: “Mercedes si è schierata con le comunità black e LGBTQ+ e ha promesso di continuare a essere con noi in futuro (…) Mercedes fa parte della mia famiglia. Non solo ne possiedo una, ma la scorsa stagione ho avuto la fortuna di poter regalarne una a mia madre (…) Mercedes tiene le braccia aperte per abbracciare la comunità più ampia e si impegna a continuare a supportare le organizzazioni black e LGBTQ+ in partnership significative. Ciò include l’ampliamento del suo impegno a finanziare la lotta contro il razzismo e la disuguaglianza”. Le braccia della Mercedes sono decisamente meno aperte in Medio Oriente, Kuwait, Abu Dhabi e Turchia.

La Volkswagen ha annunciato che sarà lo sponsor del Dublino Pride 2021: “Buon Pride month. Siamo orgogliosi di annunciare la nostra sponsorizzazione del Dublino Pride 2021 che supporta la nostra colorata rete di dipendenti ed è uno dei nostri principi fondamentali: We Live Diversity”. In Medio Oriente, Arabia Saudita e a Dubai, le persone già “vivono la diversità”?

Al Pride di Berlino, la BMW ha fatto sfilare un’auto tinta con i colori arcobaleno. La casa automobilistica tedesca ha anche firmato “Charta der Vielfalt” (Carta della Diversità), un’iniziativa patrocinata dal governo federale che punta a riconoscere, valorizzare e includere la diversità nel mondo del lavoro. Nonostante ciò, la BMW ha preferito non colorare e pubblicare il logo con i colori dell’arcobaleno negli account dell’Arabia Saudita e della Turchia.

Sotto inchiesta in Italia per “sfruttamento dei lavoratori, contributi non pagati, evasione dell’Iva”, la compagnia di trasporti internazionale Dhl, controllata dalla Deutsche Post, ha dichiarato: “Delivered with pride”. Probabilmente, le consegne in Medio Oriente, Nord Africa e Turchia avvengono con un po’ meglio orgoglio Lgbt.

Il mercato del food & beverage

“Siamo entusiasti di aver ricevuto un punteggio del 100% nell’indice di uguaglianza aziendale della campagna per i diritti umani. Il nostro impegno per la diversità, l’inclusione e l’uguaglianza e il nostro sostegno ai nostri colleghi, familiari e amici è intrinseco e duraturo. Abbiamo sempre e continueremo a dimostrare questo impegno attraverso le nostre politiche e azioni”, ha affermato Lori George Billingsley, Chief Diversity & Inclusion Officer della Coca-Cola. Peccato che l’azienda non abbia dimostrato lo stesso impegno per i diritti della comunità Lgbt colorando il logo pubblicato sugli account Twitter dedicati alla Turchia e al Medio Oriente.

“Impegnati per l’uguaglianza LGBT+. In molti altri mercati di tutto il mondo in cui opera Nestlé, sono sorte reti LGBT+. Nestlé si impegna per l’inclusione LGBT+, fornendo un ambiente di lavoro aperto e inclusivo in cui le persone si sentono a proprio agio” ha affermato il colosso svizzero del settore alimentare. Di tutto il mondo, ma Nestlé si è dimenticata dei Paesi del Medio Oriente e del Nord Africa.

Nel 2020, la Unilever società olandese-britannica titolare di 400 marchi tra i più diffusi nel campo dell’alimentazione, bevande, prodotti per l’igiene e per la casa, tra questi Algida, Lipton, Knorr, Clear, Dove e Cif, aveva affermato: “Stiamo prendendo posizione. Firmiamo con il nostro nome. Stiamo lavorando per rendere i nostri colleghi e consumatori LGBTQI+ orgogliosi di noi quanto noi lo siamo di loro”. Peccato che la Unilever non abbia “firmato” con il logo arcobaleno gli account Twitter del Medio Oriente, dell’Arabia Saudita e della Turchia.

Le case farmaceutiche inclusive

“Come parte dei valori fondamentali della Pfizer, l’uguaglianza si basa sulla convinzione che ogni individuo merita di essere visto, ascoltato e curato, indipendentemente dal suo orientamento sessuale e identità di genere. Per tutto il mese di giugno, celebreremo la comunità LGBTQ+ per combattere a favore di un mondo che continui nell’accettazione della diversità di genere e sessuale” ha scritto la casa farmaceutica che ha immesso sul mercato il primo vaccino sperimentale contro il Covid-19. È curioso invece che l’account di Pfizer dedicato all’Arabia Saudita non faccia menzione del Pride month, ma al contrario l’immagine di copertina rilanci l’importanza del ruolo della famiglia tradizionale.

“Le nostre storie sono ciò che ci rende eccezionali: ispirano chi ci circonda ma anche le generazioni future. In Novartis, vogliamo costruire un ambiente inclusivo che valorizzi ciascuna delle nostre storie uniche, perché sono le nostre differenze che consentono il nostro impatto globale. Le nostre storie condivise offrono nuovi modi di vedere il mondo che possono aiutarci a reinventare la medicina per le persone di tutto il mondo” scriveva nel 2020 la casa farmaceutica svizzera. Forse sarebbe il caso di condividere le loro storie anche in Turchia, Paese in cui i diritti alla comunità Lgbt sono negati, invece di pubblicare una tradizionalissima coppia eterosessuale come immagine copertina.

Francesca Totolo

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5 Commenti

  1. pettacolare articolo della dottoressa Totolo che ahime’ non seguo sui social perche’ giammai neanche se mi pagassero entrerei in quella cloaca di troll sesquipedali ! Le multinazionali sono il braccio aramto dell’ordonovismo globalista finanziario moderno , sono loro che muovono le fila dei governi con le loro lobbies, solalemente che adesso il lobbismo è digitale , digitale con il loro squadrismo social di troll nani ballerine sardine e altri pagliacci scansafatiche!

  2. “…Nei Paesi in cui l’omosessualità è ancora un reato, come l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi e il Qatar, o dove essere gay può essere ancora un problema, come la Turchia, le più note società internazionali hanno preferito censurare il mese dell’orgoglio Lgbt, conservando il logo con i colori tradizionali…”

    PROBABILMENTE QUESTI PALADINI DEI COSIDDETTI DIRITTI UMANI HANNO CALCOLATO…….. CHE IN CASO CONTRARIO AVREBBERO AVUTO DANNI ECONOMICI…………. IN QUESTI PAESI…………..QUINDI MEGLIO LASCIAR PERDERE IN QUESTO CASO I COSIDDETTI DIRITTI UMANI………………..

  3. Non si può rovinare il lavoro degli alleati in ritardo con il lavoro sporco di laicizzare anche il non laicizzabile! Che bei calendari temporali… senza più un santo fiero a cui votarsi! Torneremo direttamente agli Dei?

  4. “Nel mese di giugno, in tutto il mondo, si dovrebbe celebrare Pride month”. Veramente è solo una ricorrenza Americana. Se poi gli italiani li seguono nella glorificazione di disturbi mentali il problema è l’Italia stessa, non chi si protegge da questa decadenza morale e culturale.

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