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Roma, 9 giu – Coprifuoco, possiamo rimaner all’aperto liberamente fino a mezzanotte. Così è stato stabilito e così ci è stato concesso dal governo. Aspetto positivo: maggior libertà. Aspetto negativo: detta libertà, la libertà di movimento, ci è stata concessa e dunque significa maggior controllo sociale. Una restrizione, per perdere il suo carattere regolatorio, deve semplicemente essere disintegrata e catalogata tra i grandi errori. Il coprifuoco viene invece modificato e spostato più in là di qualche centimetro. Ci era stato detto dal governo Draghi, anzi, da Mario Draghi in persona, che questo allentamento progressivo delle misure restrittive vi sarebbe certamente stato e che non si sarebbe più tornati indietro. Sta accadendo. Ma in virtù di cosa?

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Coprifuoco, non si torna indietro?

Dovremmo domandarci cosa sarebbe accaduto se un pezzettino dell’ingranaggio di fosse inceppato e avesse fermato tutta l’immensa macchina pubblica che sta, in vario modo, affrontando la pandemia. L’esperienza deve guidarci, e possiamo dire con discreta sicurezza che anche noi ci saremmo fermati e saremmo tornati al punto in cui tutti attendevamo per un qualche miracolo ci facesse ritornare in possesso delle nostre esistenze. Nei bar, oltre che di donne e di aneddoti (qualcuno lo definirebbe già catcalling) si ringrazia Matteo Renzi per aver fatto cadere il precedente governo assieme all’indecenza che si portava appresso. Grazie senatore di Rignano. Eppure fu lui a farlo sorgere, quel governo, per evitare la disfatta elettiva e il trionfo dei suoi nemici. Disse, sorridendo, di no alle elezioni per un principio costituzionale a cui solo un mediocre studente di giurisprudenza può attaccarsi. Il tutto, naturalmente, per il nostro bene.

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Tra coprifuoco a mezzanotte e libertà

Eppoi, diciotto mesi dopo, dal cilindro egli tirò fuori nuovamente la medicina per garantirci un futuro radioso e felici e pieno di salute pubblica: Mario Draghi e i suoi ministri. Il filo conduttore è lo spossessamento, ai nostri danni, di noi stessi e della possibilità di scegliere in libertà cosa essere e perché esserlo. Non ci riferiamo a questioni specifiche, ad angolature piccole della vita: ci riferiamo alla generica libertà a non dover sottostare ad un potere così capillarmente diffuso, così disastrosamente potente, così furbescamente giustificato. E, soprattutto, così stupidamente accettato per quello che è ed in qualsiasi forma esso si presenti. Un fetta maggioritaria dei media ha narrato ininterrottamente la favola del cittadino bisognoso del governo di stampo genitoriale. E così è stato.

Disporre della propria libertà

Beppe Severgnini, sul Corriere della Sera, ha scritto che i nuovi pezzi di libertà dobbiamo e dovremo meritarceli. Torna in mente un articolo di Filippo Facci, durante la pandemia da Covid-19, su di un Libero di molti mesi fa. Diceva pressappoco così: mi piace andare in montagna, e, nonostante il governo mi vieti di andarci (Facci abita a Milano, non a Macugnaga), io ci vado e me ne frego delle restrizioni perché l’unico ad aver la disponibilità della mia libertà di movimento sono – indovinate – proprio io. Si trattò di una delle voci fuori dal coro durante quei mesi e questi mesi di depravazione generale. La nota stonata, rispetto al cantare comune, riguardava proprio l’indisponibilità di un nucleo fondante e intoccabile di libertà che storicamente differenziano l’uomo libero dallo schiavo. Le quali si distinguono dai diritti poiché questi ultimi, per definizione, derivano dal lavoro parlamentare e, come nati, possono pure essere soppressi. La libertà, invece, sostanzia l’esistenza di ogni essere umano che è tale solo perché libero, e nessuno ha deciso di concedergliela e nessuno può dunque decidere di togliergliela. Se ciò avviene, è da addebitarsi alla scarsa considerazione che gli individui hanno di sé, alla scarsa voglia di imporsi sul governo.

Quando ci viene detto che avremo un’ora d’aria in più la sera, dalle undici a mezzanotte, dovremmo riflettere sul grado di libertà di cui disponiamo. E’ ormai uso comune partire dal presupposto che le istituzioni si pongano su di un gradino superiori rispetto a noi, con il conseguente ribaltamento degli equilibri che invece dovrebbero governare questa convivenza. Il governo dovrebbe essere sottoposto al controllo da parte dei cittadini, e non il contrario. Potremmo, oggi, almeno far finta di crederci, evitando di ringraziare chissà chi per il permesso di tornare a casa un’ora dopo.

Lorenzo Zuppini

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2 Commenti

  1. Siete proprio incontentabili.
    Vi danno la possibilità di fare sonni tranquilli e ben cadenzati e vi lamentate pure.
    Io rivendico la libertà di poter dormire senza il fracasso notturno delle interminabili movide estive.

  2. Vabbeh voi di Primato volete fare la battaglia culturale non quella del pane di “Lui”? vi rapportate ad un misarabile trollettino , harry potter argentato ? Lo snowflakes beta male per eccellenza!

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