Home » Quelli di “Vice” sono diventati bigotti e non sanno perché. Glielo spieghiamo noi

Quelli di “Vice” sono diventati bigotti e non sanno perché. Glielo spieghiamo noi

by Adriano Scianca
7 comments

Roma, 1o giu – Le ultime elezioni presidenziali americane, quelle in cui è stato eletto Donald Trump, hanno segnato anche un’importante novità comunicativa: l’ex tycoon, contro cui si è schierato l’intero apparato mediatico mainstream, ha invece trionfato sulla rete. Non solo grazie alle “fake news”, ma anche grazie a Pepe the Frog. Si tratta del meme con il volto da rana di cui l’Alt Right si è impossessata per veicolare messaggi pro-Trump. Del resto, per gli esiti della stessa elezione, Evan Williams, cofondatore di Twitter, ha chiesto apertamente scusa al mondo. Non per l’uso propagandistico che ne fa l’Isis, non per la fantomatica utente di sette anni che fa propaganda liberal da Aleppo e altre fantastorie del genere, ma per Trump.

Sia come sia, tutto testimonia una novità importante nelle dinamiche della viralità: la “destra”, intesa in senso lato, sta vincendo. Lo riconosce, preoccupandosene non poco, un sito molto attento alle dinamiche giovanili e ai linguaggi della rete, come Vice, che ha appena pubblicato un articolo dal titolo esplicito: “Come la nuova destra sta vincendo la guerra italiana dei meme”. L’articolo è un’analisi del modo in cui pagine facebook come “Figli di Putin”, “La Via Culturale”, “Sinistra Cazzate Libertà” stanno creando una “controcultura reazionaria”. La cosa, per Vice, si fa particolarmente bruciante, perché proprio sull’uso dei gerghi controculturali e sul sarcasmo da social si gioca gran parte del successo di questa testata. Al di là delle finalità descrittive – si passano in rassegna diverse pagine, riportandone i contenuti e le strategie comunicative – l’articolo è una grande occasione persa per comprendere un fenomeno che, invece, alla fine del pezzo sembra comunque sfuggire. A meno che non ci si voglia accontentare di “analisi” come quella secondo cui “l’ideologia di destra è semplicemente più facile da memificare” in quanto “gioca su un’ironia poco complessa, facilmente accessibile alla maggioranza degli utenti”. Insomma, la solita minestra riscaldata dell’ignorante reazionario di massa che trionfa sui ceti medi riflessivi proprio perché ignorante e proprio perché di massa, che fu a suo tempo proposta per spiegare prima il fascismo, poi il berlusconismo, infine il trumpismo, fallendo in tutti e tre i casi.

L’incomprensione di fondo per questo tipo di fenomeni si riscontra anche in un articolo di Prismo, più datato, che però pretendeva di analizzare il successo della sola CasaPound in ambiti controculturali, e in cui potevamo leggere cose di questo genere: “Come è possibile – ideologicamente parlando – introdurre tutte queste suggestioni a un tempo controculturali e ipercontemporanee in un frame fascista che, per definizione, presenta come caratteri fondamentali l’ordine, la disciplina e il richiamo a un passato mitico? Per dirla ancora più chiara: cosa c’entra questo nichilismo cool con Dio, la Patria e la Famiglia?”. Ok, ignorare tutto del fascismo non è una colpa in sé, ma certo se non si comprende la differenza tra Bava Beccaris e Marinetti, se non si capisce l’essenza di un movimento che ha nella goliardia, nella strafottenza, nel sorriso delle pietre miliari del proprio stile, si dovrebbe almeno avere la decenza di tacere. Questa vena “dionisiaca”, irridente del fascismo la si può criticare, la si può persino giudicare pericolosa, ma non la si può negare, pena l’incomprensione totale del fenomeno. Ma lasciamo perdere il fascismo, che ci porterebbe lontano, e andiamo invece a spiegare perché, oggi, la “destra” vince sul piano dell’ironia e anche su quello delle controculture.

Vice, come detto, si concentra sulla “ideologia di destra”, di cui peraltro non sa nulla, mentre sarebbe stato più proficuo concentrarsi sul proprio, di mondo, e vedere come e perché esso sia diventato sempre più impermeabile all’ironia. Quello che Vice non dice, e non può dirlo perché in questa dinamica ci è dentro con tutte le scarpe, è che il mondo della “sinistra”, anch’essa intesa in senso lato, sta perdendo contatto con la realtà, ed è proprio questo scollamento col reale a fornire infinite occasioni comiche all’avversario. A Madrid, per esempio, hanno vietato il “manspreading”, cioè “l’invasione machista dello spazio” sui mezzi pubblici. Ora, di fronte a un’iniziativa del genere, il problema di chi volesse fare ironia è solo quello di come prendere per il culo qualcosa che sembra fatto apposta per prendersi per il culo da sola. Tutte queste cose (le campagne per far urinare gli uomini da seduti etc) fanno ridere. E, attenzione, fanno segretamente ridere anche a sinistra, dove tuttavia non si osa porre obiezioni perché ormai ci si è incartati in questo meccanismo infernale per cui se uno solleva una questione di “diritti” a fronte di una sua peculiare “sensibilità”, non si hanno letteralmente argomenti per obiettare qualcosa. Caduto il marxismo, cadute le varie declinazioni socialdemocratiche, la sinistra è ormai solo questa cosa qui: un’agenzia di raccolta delle più strampalate “sensibilità”. E questa cosa qui fa ridere, spiacenti per voi. Difendere i salari non faceva ridere, difendere i diritti degli ecosessuali che vogliono scoparsi gli alberi fa ridere. Accettatelo.

Ma c’è di più: la sinistra non si limita a raccogliere le istanze dei vari narcisismi organizzati, ma intende anche imporle al resto della società con un bigottismo esasperato. È il secondo aspetto: non solo la sinistra – e proprio la sinistra alla Vice – fa ridere, ma è a sua volta portatrice di un mood iper-serioso, ben esemplificato dall’“occhio della madre”, indignato e affranto, di Laura Boldrini. Questa seriosità ha un’origine molto semplice: la sinistra – e proprio la sinistra alla Vice – ha vinto, sta dalla parte di quelli che comandano, che hanno il potere, quindi non può essere ironica, deve stare sulla difensiva. È lo stesso motivo per cui i “fascisti” poi finiscono per fregarti le controculture, ai quali i membri storici delle controculture stesse possono opporre solamente l’indignazione della “Scena”, ovvero la replica comunitarista, gruppuscolare e reazionaria da parte delle gerarchie consolidate. Una sorta di “lei non sa chi sono io” declinato alla luce di una “attitudine da strada” ormai soltanto immaginata. Il tono aggressivo, irriverente, affamato che serve per dar voce a una controcultura autentica loro l’hanno perso. Non puoi fare rap sulla Costituzione, è come la “Cristoteca” in oratorio come alternativa allo “sballo” che periodicamente viene spacciata per novità di tendenza da Studio Aperto. Non puoi mettere nella street art la lotta al “manspreading”. Non puoi fare dei meme divertenti se ti devi chiedere ogni tre minuti se qualche minoranza non si senta offesa da ciò che stai facendo. Puoi, al limite, prendere per il culo Salvini, il che fa di te Crozza, nel migliore dei casi. La verità è che tutte queste idiozie ideologiche ti ingessano, ti irrigidiscono, ti invecchiano. E a un tratto diventi il prete, diventi l’assessore, e devi per forza assumere quella retorica pomposa e trombonesca. Diventi tuo padre che ti controllava la sera per vedere se avevi gli occhi rossi quando rientravi a casa. E tu, che volevi spaccare il mondo, stai ora a fare il vigile urbano delle idee, delle culture, dei simboli, della vita, mentre una gioventù che non avevi previsto e non avevi capito ti fotte tutto. Eccome, se ti fotte.

Adriano Scianca

You may also like

7 comments

nemesi 10 Giugno 2017 - 6:30

“vigile urbano delle idee”

credo che sia una delle più micidiali quanto efficaci definizioni mai coniato per definire quella “sinistra” che arriva addirittura a far orgogliosi post sul “fare la pipì da seduti” come quel “pensatore” convinto che Boko Haram sia lo spietato DITTATORE della Nigeria…

Grande Scianca !

Reply
Sal Taurasco 10 Giugno 2017 - 7:59

Vice non è neanche un giornale e un fumettino di bassa lega partorito nei cessi dei punkbbestia. Il bello è che si considerino “puri” “non conformi” mentre invece hanno come azionista Rupert Murdoch!
Poi come ha spiegato lei, loro non hanno più nulla da dire, le loro tragressioni ormai sono mainstream, i froci, le canne, le cazzate esotiche…. ormai ogni istituzione la pensa come loro, anzi l’hanno elevato a rango di civiltà e evoluzione! Da vomito.
Poi il bigottismo che tanto imputano ai cristiani (dimenticando che loro stanno diventano peggio dei cristiani), viene alla luce subito, come ad esempio commentando lo scherzo delle palpatine a Emma Marone, hanno dichiarato che lo scherzo è un incitamento allo stupro e al “femminicidio”.
Ecco detto questo, si evince l’ideologia di Vice (e purtroppo della società occidentale in generale), che oltre all’ideologia, i redattori necessitano di un ricovero urgente al Sert.

Reply
fra 11 Giugno 2017 - 9:53

“Non puoi fare dei meme divertenti se ti devi chiedere ogni tre minuti se qualche minoranza non si senta offesa da ciò che stai facendo. Puoi, al limite, prendere per il culo Salvini, il che fa di te Crozza, nel migliore dei casi. La verità è che tutte queste idiozie ideologiche ti ingessano, ti irrigidiscono, ti invecchiano. E a un tratto diventi il prete, diventi l’assessore, e devi per forza assumere quella retorica pomposa e trombonesca. Diventi tuo padre che ti controllava la sera per vedere se avevi gli occhi rossi quando rientravi a casa. E tu, che volevi spaccare il mondo, stai ora a fare il vigile urbano delle idee, delle culture, dei simboli, della vita, mentre una gioventù che non avevi previsto e non avevi capito ti fotte tutto. Eccome, se ti fotte.”

Già solo questa frase andrebbe appesa a un muro.

Reply
Vincenzo B. 13 Giugno 2017 - 5:35

Non so perché leggendo questo pezzo torna alle mente il grido di Eugéne Ionesco ai contestatori di Parigi nel 1968:
“Diventerete tutti notai!”

Reply
un sudato 16 Giugno 2017 - 1:09

Difendere le più svariate sensibilità di sicuro non è la causa della sclerotizzazione culturale della sinistra, e può anche non essere risibile. Se ne renda conto Scianca!
Vorrei comunque farle i complimenti per l’articolo che reputo di qualità di per se, non solo relativamente alla bassa lega con la quale sempre più spesso si entra in contatto sulla rete.

Reply
un sudato 16 Giugno 2017 - 1:12

Difendere le più svariate sensibilità non è la causa della sclerotizzazione culturale della sinistra, e può anche non essere risibile. Se ne renda conto Scianca!
Vorrei comunque farle i complimenti per l’articolo che reputo di qualità di per se e non solo relativamente alla bassa lega con la quale sempre più spesso si entra in contatto sulla rete.

Reply
Lavati 17 Giugno 2017 - 11:21

“Difendere le più svariate sensibilità di sicuro non è la causa della sclerotizzazione culturale della sinistra, e può anche non essere risibile” Ahahahahah!!!
Si alzino gli stipendi, le sensibilità si difenderanno da sole con energia maggiore

Reply

Commenta

Redazione

Chi Siamo

Il Primato Nazionale plurisettimanale online indipendente;

Newsletter

Iscriviti alla newsletter



© Copyright 2023 Il Primato Nazionale – Tutti i diritti riservati