qclui00-670x1005Roma, 11 apr – Mentre persino l’ultra-complessata Germania riesce a immaginare con una certa leggerezza un Hitler redivivo che torna nell’epoca contemporanea, l’Italia, paradossalmente, non riesce a liberarsi dal fantasma di piazzale Loreto. Una mattanza, quella con cui fu fatto scempio del corpo di Mussolini, che fece vergognare persino molti antifascisti storici, ma che oggi sembra invece diventata un must nel circuito nerd-antifà. Due categorie – i nerd e gli antifà – in cui sembrano rientrare a pieno Daniele Fabbri e Stefano Antonucci, i due autorilui 4 di “Qvando c’era Lvi”, fumetto di “satira antifascista” che non può fare a meno di mettere in copertina un Mussolini a testa in giù, trovata evidentemente ritenuta assai spassosa.



Si tratta, sostanzialmente, di un Zerocalcare con dieci anni di ritardo e con meno ironia. Ma il filone evidentemente tira, e allora cosa non si fa pur di avere un’ospitata dalla Dandini? Ecco quindi la brillante e “originalissima” trovata: immaginare un Mussolini che torna nel lui22016. E dove si palesa? Ma ovviamente a CasaPound, dove supera a pieni voti il casting per la ricerca del nuovo leader del movimento. Insomma, il solito polpettone autoreferenziale.

In ogni caso il Fatto quotidiano assicura che “per chi si approccerà a questo lavoro in maniera laica, il fumetto risulterà un mix di politica, satira e nostalgia, carico degli stereotipi legati alla destra ma allo stesso tempo una lente di ingrandimento su tutte le forze politiche del giorno d’oggi, con un accanimento particolare a chi rimane ancorato a vecchi schemi oggi non più validi”. Quindi un fumetto che celebra in copertina Piazzale Loreto ha lo scopo di criticare “chi rimane ancorato a vecchi schemi oggi non più validi”. Buono a sapersi.

Il resto, con Mussolini che “diventerà Youtuber, chatterà e come i politici di oggi sarà a caccia di Like sui social”, non è altro che una scopiazzatura dal già citato “Lui è tornato”, film ispirato all’omonimo libro di Timus luiVermes, ma con più acredine e meno originalità. Il fumetto è stato lui 6presentato in anteprima al Romics di Roma, anche se qualcosa deve essere andato storto, a giudicare dagli allarmi lanciati sui social dai due autori. Quella romana era del resto solo la prima tappa di un mini-tour che vedrà Fabbri e Antonucci in giro per l’Italia. Per chi volesse andare a comprare il fumetto, o magari esprimere il suo civile dissenso, ecco di fianco le date e i luoghi delle successive presentazioni.

Giorgio Nigra

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6 Commenti

  1. Per quanto io non apprezzi i “neofascisti” (ma anche i “neocomunisti”, sopratutto loro)devo ammettere che queste pagliacciate mi danno alquanto fastidio. In quanto non attaccano, in modo ironico, diversi schieramenti politici, ma soltanto uno.
    Parafrasando La Grassa:”il nemico odierno numero uno sono gli antifascisti sessantottini”, io sono perfettamente d’accordo con lui.
    Se dobbiamo eliminare gli schieramene politici non idonei alla realtà attuale, allora… bisogna eliminare anche loro.

    NOTA: Ormai i vari circoli fumettistici e anche quelli di divulgazione scientifica e di ricerca, sono pieni di sinistroidi egualitari e progressisti, oltre che antifascisti sessantottini.
    La colpa di tutto ciò è vostra, in quanto non siete riusciti a ottenere dei primati in quegli ambiti. Una piccola eccezionale è il signor Meneguzzo, ma gli altri dove sono?

  2. Annotiamoci i loro nomi. Per il Duca Bianco: guarda che non siamo neofascisti, siamo fascisti proprio. Per Pier Antonio Nicolis: ma no, lascia perdere, io non ce l’ho con loro per quello che hanno fatto al Duce… io avrei fatto la stessa cosa con Pertini e la fare oggi con Renzi!

  3. Invece di comprare fumetti si leggono libri la mia risposta è leggere il libro Donna Rachele mia nonna , il chè rende davvero stupido e puerile il fumetto in questione

    • Mi perdoni : pur apprezzando e rispettando le sue letture, io dico che il fumetto in questione è stupido e puerile, in ogni caso.
      Perché, come scritto nell’ articolo, non dice assolutamente nulla di nuovo, ma ripropone i soliti concetti stereotipati, pretendendo – come fanno sempre a sinistra – di ergersi sul piedistallo, e di giudicare chi non la “pensa” come loro…

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