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Roma, 6 ago – L’ossessione di Virginia Raggi per CasaPound è ormai un fatto acclarato. L’ultima volta si è presentata addirittura di persona al portone di via Napoleone III per notificare la notifica di rimozione della scritta in marmo “CasaPound”, che secondo il primo cittadino di Roma sarebbe il “simbolo della prepotenza”. Nei mesi precedenti decine di volte aveva invece richiesto lo sgombero dello stabile. Un accanimento che il sindaco giustifica con il ripristino della legalità, ma che in realtà nasconde un evidente approccio politico: non si ricordano infatti dichiarazioni e azioni simili della Raggi per le circa cento occupazioni rosse della Capitale, alcune delle quali (come il Forte Prenestino o via dei Volsci a San Lorenzo) in piedi dagli anni ’80.



La Raggi collaborava con le occupazioni rosse

Tra l’altro lo stabile di via Napoleone III è di proprietà demaniale, dunque non di competenza diretta del Comune di Roma, mentre decine di immobili di proprietà del Campidoglio occupati illegalmente non meritano le attenzioni del primo cittadino. C’è ovviamente una questione ideologica, visto che Virginia Raggi ha ribadito in tutte le salse il suo antifascismo militante. Ma non si è fermata solo alle dichiarazioni. Nei mesi precedenti alla sua elezione nel 2016 diversi giornali delinearono il suo profilo, dove spiccava la collaborazione con alcuni centri sociali romani: “A Roma ha saputo lavorare astutamente col mondo di SEL, con associazioni come la Ex Lavanderia (occupata, ndr), con occupazioni solidali di luoghi come l’ex Manicomio Provinciale Santa Maria della Pietà”. Insomma Virginia prima di diventare sindaco aveva collaborato con alcune occupazioni di estrema sinistra.

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Il leader dei centri sociali ha votato la Raggi

Altra cosa non di poco conto l’endorsement di Nunzio D’Erme, storico leader dei centri sociali romani, che annunciò pubblicamente di aver votato Virginia Raggi. Del resto la stessa futura “sindaca” nel suo programma al punto “diritto all’abitare” sembrava porsi in maniera piuttosto tollerante nei confronti delle occupazioni. Insomma il problema di Virginia Raggi non sono le occupazioni né il ripristino della legalità: è solo CasaPound. Del resto lo conferma anche l’attività dell’assemblea capitolina a guida 5 Stelle. Proprio oggi in Campidoglio si dovrebbe votare una mozione per modificare il piano sgomberi realizzato dalla Prefettura.

Un nuovo piano sgomberi

Evidentemente al primo cittadino il fatto che nel piano stilato lo stabile di via Napoleone III non rientri negli “sgomberi prioritari” proprio non va giù. E così ecco che l’assemblea capitolina voterà per realizzare un nuovo tavolo “interistituzionale” con dentro tutti: Comune, Regione, ex Provincia etc. In questo modo il piano sgomberi della Prefettura, che già prevede dei tempi biblici (almeno 7 anni per realizzarli tutti) verrà ulteriormente rallentato.

Perché allora i 5 Stelle vogliono cambiare le carte in tavola sul piano sgomberi se tutto diverrà ancora più macchinoso? A pensar male la risposta è semplice. In questo modo le priorità verranno riviste e Virginia Raggi (con l’aiuto di Zingaretti) potrà finalmente porre CasaPound in cima alla lista degli sgomberi. Nel frattempo la questione della scritta prosegue e voci di corridoio a Roma raccontano di possibili sviluppi già dai prossimi giorni. Ci dobbiamo aspettare una nuova passerella antifascista di Virginia Raggi?

Davide Di Stefano

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12 Commenti

  1. e rutelli e la margherita se nne son rubati pochi di milioni di euro, ele forze dell’ordine? i magistrati??’ dove sono ah ah ah tutti a spartire lo bottino li mort cchi vostra e dello stato italianao!

  2. questa stronza andrebbe anche indagata a fondo e perquisita per benino… mi sembra molto strano che non abbia collegamenti coi suoi amichetti finiti in carcere .i soldi di sicuro se li son spartiti e quelache uno si e’ preso la colpa.

  3. Un articolo fatto non si capisce per chi è per cosa. La Raggi fa il suo dovere nella maniera più nobile che si possa fare! Lasciatela lavorare per riportare nella capitale un po’ di legalità.

  4. Per la raggi e l’ appendino avranno usato
    lo stampino… Tipiche facce di femmine da centri sociali, dove ogni eccesso targato “sinistra” è regola e legge. Femmine da centri sociali rifatte, grazie al pronto inserimento in quel movimento politico che è “contenitore senza contenuti”. Femmine facenti parte di una pletora di personaggi, (di sinistra, n.d.r.), in cerca d’autore. Personaggi che, pur aspirandolo, non hanno trovato nel PIDIESSISMO le “attenzioni” che sono convinti di meritare. Quindi hanno riprodotto una “brutta copia” di “modi di pensare” e di agire tipicamente boldriniani-boldrineschi. Da qui l’ astioso disprezzo, l’ odio senza nome e la “vis persecutoria” nei confronti di coloro che gestiscono un immobile con oculatezza e nel migliore dei modi. Tutto il contrario, cioè, del degrado, dello sbando e del disordine molesto imposto dalla visione e dal comportamento messo in atto da decenni dalla “sinistra” e dalla teppaglia che ne costituisce la fauna componente.

  5. Il grande presidente di casapound gli ha abbassato la cresta a questa secchetta he non sa gestire nemmeno una edicola e ha ridotto roma una merda ,con intelligenza e rispetto gli ha dato una grande lezione.

  6. Leggendo dall’ultimo articolo postato ho notato forse atteggiamenti un poco troppo remissivi di CP nei confronti del sindaco capitolino.
    Non si faccia CP mettere i piedi sul collo da questa che sembra stia assumendo la personalità di mamma pancina.

  7. […] Roma, 28 dic – Ultimamente i tweet di Virginia Raggi non godono di grande fortuna. Anche quello dove faceva gli auguri di Natale nella lingua dei segni non è stato risparmiato dai soliti commenti, con annesse foto dell’indecente situazione rifiuti di Roma. Sarà forse per questo che la “sindaca” ha provato a tornare su un suo vecchio cavallo di battaglia, il braccio di ferro con CasaPound, scomodandosi per commentare una semplice foto scattata davanti il portone di via Napoleone III numero 8. La sobria celebrazione per i sedici anni di occupazione del palazzo ha generato l’immediata reazione di Virginia. Noi che siamo un po’ complottisti però, non crediamo alla versione del semplice  “diversivo politico-comunicativo”, consapevoli che quella di Virginia Raggi per CasaPound è una vera e propria ossessione.  […]

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