Roma, 3 nov — Sono quasi 5mila — 4.839 per la precisione — gli indebiti percettori del reddito di cittadinanza scoperti nell’ambito di un maxi blitz condotto in Campania, Puglia, Abruzzo, Molise e Basilicata. Un esercito di «furbetti» che godendo del sussidio tanto voluto e incensato dai Cinquestelle sono riusciti a sottrarre la modica cifra di quasi 20 milioni di euro dalle casse dello Stato: dalle nostre tasche direttamente in quelle di un esercito di camorristi, parcheggiatori abusivi, spacciatori e lavoratori in nero. Solo nel Napoletano, gli irregolari sono risultati essere 2.441.



Gli “indigenti” con la Ferrari che percepivano il reddito di cittadinanza

Secondo quanto riportato da TgCom24 tra gli «indigenti» che si intascavano il reddito di cittadinanza senza averne titolo figuravano proprietari di Ferrari, barche e appartamenti di lusso; un titolare di autonoleggio con 27 veicoli registrati, un altro a capo di una scuola di ballo e c’è persino chi si è inventato di avere dei figli.

Il tasso di irregolarità riscontrato sui 38.450 nuclei famigliari (corrispondenti a 87-198 persone) controllati è altissimo: il 12%, più di uno su dieci. Dei «furbetti», 1.338 percettori indebiti del reddito di cittadinanza erano già noti alle forze di polizia per vari crimini e 90 di loro hanno condanne o precedenti per mafia.

A Napoli numerosi affiliati della camorra

Nel Napoletano sono emersi 2.441 percettori irregolari. Tra questi figurano truffatori di anziani, scippatori, pusher, contrabbandieri di sigarette, lavoratori in nero e 75 cittadini con precedenti risultati imparentati con alcune famiglie malavitose napoletane (Tolomelli, D’Amico, Sorianiello, Puccinelli, Giuliano e Giannelli). Peculiare il caso di un finto spazzino che brandendo una scopa, rapinava i passanti la mattina presto. Tra i beneficiari anche la moglie del boss Fausto Frizziero (ai domiciliari per associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione e reati connessi allo spaccio di droga) e cinque persone legate agli Amato-Pagano, gli scissionisti di Secondigliano. In provincia di Napoli la lista si allunga con i familiari di affiliati ai clan Nuvoletta, Orlando, Polverino, Amato-Pagano e De Rosa-Pianese.

Cristina Gauri

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1 commento

  1. A questo punto, con queste cifre, sarebbe anche il caso di riconoscere ufficialmente che il RdC è stato gestito consapevolmente, in modo ignobile, fondamentalmente per ottenere subito ampio consenso social-politico. Come sempre. Come non ricordare amnistie, condoni, indulti furbescamente selettivi (quindi pure ingiusti dal punto di vista strettamente legale), promulgati periodicamente perché la percentuale di famiglie italiane con la presenza di almeno un balordo (a volte pure “personaggio” vitale per la sopravvivenza del nucleo f.), era ed è elevatissima! Non abbiamo bisogno dei nomi per mettere alla berlina un sistema, fuori i numeri !! O ci vergogniamo quando non dovremmo?!

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