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Roma, 19 giu – “Ufficiali e soldati d’Italia! In nome vostro io porgo il saluto delle armi italiane agli Alleati di Francia e d’Inghilterra prontamente accorsi tra noi, e oggi entrati in linea al nostro fianco. Nel passato, in salda fratellanza d’armi con loro, noi abbiamo combattuto e vinto per gli ideali supremi della giustizia e del diritto. Ancora una volta noi affrontiamo decisi l’avvenire che ci porterà alla vittoria accanto al magnifico esercito che l’inflessibile volontà del popolo inglese ha saputo creare, ed alle forti armate francesi che sanno la gloria secolare di mille battaglie. Ufficiali e soldati di Francia! Ufficiali e soldati d’Inghilterra! Oggi che le vicende della lotta, affratellandoci nella fusione del sangue versato, rendono la nostra unione più intima, io vi do con animo grato il benvenuto, e con fede convinta rinnovo l’augurio del comune trionfo“. Così si esprimeva il generale Armando Diaz nell’ordine del giorno del 5 dicembre 1917 nel dare il benvenuto ai corpi di spedizioni inglesi e francesi sul fronte del Piave a pochi mesi dall’offensiva che avrebbe permesso alle nostre truppe di sfondare le linee austriache e porre così fine alla Grande Guerra.


I britannici parteciparono all’offensiva di Vittorio Veneto con tre divisioni, lasciando sul campo quasi 2mila soldati. Domenica scorsa, al cimitero inglese di Trezze sul Piave, si è tenuta la commemorazione dei caduti inglesi sul Fronte Italiano. Ad onorare la loro memoria il London Scottish Regiment, banda scozzesse che per l’occasione ha suonato, in costume nazionale e con le tipiche cornamuse, il canto-simbolo di quegli anni: la Canzone del Piave.

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