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Da sei settimane, nei cinema della Turchia viene proiettato un film il cui titolo è già tutto un programma: “Reis”. Esatto, si tratta di una biografia agiografica di Recep Tayyip Erdogan. La programmazione è strategica: si tratta di preparare il terreno al referendum del 16 aprile che dovrebbe dare ancor più poteri al “Sultano”. A giudicare dalle presenze in sala, tuttavia, Erdogan ha poco da stare tranquillo: la settimana scorsa, i turchi che hanno pagato il biglietto per vedere il film sono finora 1771 in un Paese di quasi 75 milioni di persone. In totale, dal giorno dell’uscita, il film ha attirato solo 172.403 spettatori. Costato 8 milioni di euro, finora ne ha incassati 500mila. Sul sito ha preso il voto di 1,9 su 10. Dietro la pellicola si cela l’imprenditore Temel Kankiran, noto ammiratore del leader turco. Kankiran fondò la casa di produzione cinematografica Kafka Sör con l’unica finalità di produrre Reis per “fare un regalo al presidente Erdogan”.

L’attore protagonista, Reha Beyoğlu, dice di non avere mai incontrato il presidente turco nei tre mesi di riprese. Per l’interpretazione si è ispirato all’immagine che aveva di lui e i racconti delle persone che ci hanno lavorato vicino. Il film comincia nelle strade di Kasimpasa, il quartiere dove è cresciuto il presidente, fino ad arrivare agli anni della prigione, quando era sindaco di Istanbul nel 1999. Ne sarebbe già in preparazione la seconda parte, che dovrebbe affrontare la fondazione del Partito della Giustizia e lo Sviluppo (AKP) e i primi anni di Erdogan come premier. Visti i risultati del primo capitolo, tuttavia, non è detto che la seconda parte venga mai realizzata.

Giorgio Nigra

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