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Renon (Bz), 13 gen – C’è voluta la morte di una bambina di otto anni, causata da un incidente con lo slittino lungo la pista nera della zona sciistica del Renon, per far decidere alla Società Funivie Corno del Reno di aggiungere anche in lingua italiana il divieto di scendere con la slitta in quella pista.

Ricordiamo i fatti. Il 4 gennaio la piccola Emily Formisano assieme alla mamma Renata Dyakowska, entrambe di Reggio Emilia in vacanza in Alto Adige, si erano imprudentemente lanciate in una discesa con lo slittino, lungo la pista nera numero sei del comprensorio sciistico del Renon sulle Alpi Sarentine in provincia di Bolzano. La pista con la sua una pendenza di oltre il 40% è molto difficile anche per gli sciatori. Improvvisamente, dopo aver rasentato la velocità di 100 km/h, le turiste hanno perso il controllo del mezzo e sono andate a schiantarsi contro un albero. La bimba è morta sul colpo, mentre la madre è stata ricoverata in pericolo di vita all’ospedale di Bolzano.

Subito la Procura della Repubblica del capoluogo altoatesino ha aperto un’inchiesta e in un baleno sono scoppiate le polemiche. Infatti, all’imbocco della pista c’era un cartello indicatore con la sola scritta in lingua tedesca “Rodeln verboten” (“vietato slittare”), con accanto un minuscolo disegnino simboleggiante un omino seduto su slitta all’interno di un segnale di divieto. Inoltre, l’immagine della slitta era parzialmente coperta dalla striscia rossa del segnale. Forse troppo poco per chi non mastica la lingua di Goethe e per chi giustamente pensa che, essendo in Italia, ogni avvertimento, soprattutto se di pericolo, debba essere scritto anche in italiano. Come è prescritto peraltro dallo Statuto di Autonomia. La procura, volendoci vedere chiaro, ha intanto iscritto nel Registro degli indagati un responsabile della società che gestisce il comprensorio sciistico e la madre della bambina, ipotizzando il reato di omicidio colposo.

Sincronicamente è deflagrata la polemica politica. È subito intervenuto il consigliere comunale bolzanino di Casa Pound, Andrea Bonazza, che ha tuonato: “La morte di questa bambina distrugge moralmente la nostra provincia e fa arrabbiare una volta ancora la comunità italiana dell’Alto Adige e i nostri connazionali delle altre regioni. La Svp e i partiti indipendentisti tedeschi, anziché continuare a condurre la stupida “guerra dei cartelli”, devono rendersi conto che, come abbiamo ribadito innumerevoli volte, stanno giocando con le emozioni e, soprattutto, con la vita delle persone”. L’esponente politico ha poi annunciato la presentazione da parte di Cpi di un esposto alla Procura, e ha invitato caldamente i nuovi governanti provinciali e nazionali a: “rispettare far rispettare il corretto uso della toponomastica bilingue in tutta la Provincia”.

Un primo risultato è stato la comparsa della scritta “vietato slittare” anche in italiano.

Eriprando della Torre di Valsassina

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1 commento

  1. agli irresponsabili che hanno seppur indirettamente causato quella tragedia in pieno territorio nazionale, un bel “FACCE DI MERDEN”non glielo toglie nessuno.

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