Roma, 7 lug – Dopo aver indicato il futuro della mobilità di Roma capitale nel precedente articolo, continuano silenziosi i passaggi decisivi per rendere il settore privato più pesante rispetto al pubblico. Alla fine dell’articolo ci eravamo chiesti quali sarebbero state le alternative valide a chi l’auto vuole lasciarla a casa. La risposta è presto arrivata: pagando ancora di più – ovviamente.

Roma nel mirino

Dopo aver varato il nuovo piano per le Ztl della città, che vedrà la creazione di una “congestion charge” e l’inserimento di pedaggi all’interno del centro, arriva un presagio nemmeno troppo velato su chi almeno credeva di avere alternativa: diciotto linee di superficie del servizio pubblico di Roma passano sotto la gestione privata. È stata la stessa azienda a darne notizia, fornendo l’elenco delle linee coinvolte. Si tratta delle linee 021 – 043 – 071 –   77 – 113 – 118 – 246 – 246P – 319 – 351 – 500 – 515 – 551 – 654 – 709 – 718 – 731 – 795. Il servizio, spiega Atac, “viene effettuato – per conto di Atac –  con bus di altri operatori. Percorsi, fermate e orari restano invariati. A bordo dei bus – identificabili con il logo Atac collocato a bordo e sul fronte del bus – restano validi i titoli di viaggio del sistema Metrebus Roma. Restano uguali anche i canali informativi della piattaforma InfoAtac per richiedere informazioni ed effettuare segnalazioni”. Le linee servono soprattutto le periferie, in particolare quelle sud est della Capitale. Queste 18 linee vanno ad aggiungersi alle 100 già gestite da Roma Tpl. La scelta di Atac ha mandato su tutte le furie il sindacato Usb. “Le linee di ATAC che sono state affidate temporaneamente alle aziende private, per il periodo della pandemia, dovevano rientrare sotto la gestione pubblica dal 01 luglio 2022 ma sembrano siano scattati interessi diversi per i quali, ancora oggi, vediamo confermare l’esternalizzazione di alcune linee”, attacca il sindacato. “Un fatto che condanniamo fermamente, tornando a ribadire la necessità che si implementi la flotta dei bus e del personale di guida della società capitolina evidenziando l’assurda situazione vissuta dai lavoratori che per la mancanza di personale, non hanno la possibilità di usufruire delle ferie maturate, previste come obbligatorie dalle normative vigenti, al fine di garantire un servizio sempre più complesso”. Distruggi il pubblico e il privato sembrerà una salvezza… no?

Sindacati contro Patanè

Infatti, “questa gestione superficiale ed approssimativa – continua il sindacato – è utile solo a indebolire il servizio pubblico e mira, in modo palese, a legittimare la scelta di consegnare su un piatto d’argento il servizio nelle mani delle aziende private”. Infine l’attacco all’assessore Eugenio Patanè: “Il 24 giugno 2022 abbiamo ascoltato l’assessore Patanè cimentarsi in un bel discorso all’Auditorium di Roma; ha parlato del futuro del trasporto pubblico e le migliorie che si vogliono apportare, ma immediatamente perde credibilità lasciando in mano ai privati ben 18 linee che erano gestite dalla società Atac. Questa non è la politica che ci piace, vogliamo che i cittadini di Roma possano godere di un servizio di Trasporto realmente pubblico degno di una città come Roma come lo è stato possibile in tante altre città Europee”. Sembra chiaro alla luce proprio di quel “bel discorso” all’Auditorium, che dopo aver blindato il centro di Roma a farla da padrone saranno aziende private.

Sergio Filacchioni

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