Il Primato Nazionale mensile in edicola

Bruxelles, 29 giu – “Spero di poter presto, dal governo, raccogliere l’appello del presidente di Confindustria Russia: via queste assurde sanzioni che stanno causando un danno incalcolabile all’economia italiana!”, così Matteo Salvini cinguettava su Twitter lo scorso 2 aprile. Una volta formato il governo con il M5s, la posizione del leader leghista non era cambiata, anzi. Quattro giorni fa ad esempio, intervistato da Rossiya 24, il ministro dell’Interno rilanciava: “In Italia al potere è arrivato un governo che vuole fare quello che ha promesso in campagna elettorale: le sanzioni contro la Russia sono inutili e nocive”.
Nell’intervista, poi ripresa dall’agenzia russa Tass, Salvini ammorbidiva però i toni: “Noi siamo pronti a passare dalle parole ai fatti ma in Europa sono pochi quelli che la pensano come noi e siamo soli contro tutto il mondo”. Sull’ipotesi poi di utilizzare il veto per stoppare il rinnovo delle sanzioni, il vicepremier passava la patata bollente a Conte: “Non posso togliere il lavoro al premier”. Si trattava insomma del primo tentennamento da parte di Salvini, che di fatto lasciava già intendere che la linea dell’Unione Europea contro la Russia avrebbe prevalso e l’Italia non si sarebbe messa di traverso.
Detto fatto, oggi i 28 leader Ue hanno concordato di estendere per altri sei mesi le sanzioni economiche contro Mosca, motivando la decisione con il mancato rispetto dell’intesa di Minsk. Il premier Conte si è accodato, senza distinzioni. E’ quindi d’un tratto venuta meno la posizione di Salvini. Le sanzioni “non servono e da qualcuno non sono rispettate. Vedremo di far valere i nostri no anche su questo”, aveva tuonato il ministro dell’Interno pochi giorni fa. E invece questa volta l’Italia ha ceduto, accodandosi alla decisione Ue. Comunque si voglia leggere, è di fatto il primo grave errore del governo italiano. Considerati soprattutto i danni alle imprese, aspetto più volte rimarcato da Salvini, e la promessa fatta in campagna elettorale dalla Lega.
Eugenio Palazzini



Pivert casual italian brand

La tua mail per essere sempre aggiornato

4 Commenti

  1. …ma perché, perché, perché devono sempre deludere..perché, perché devono calarsi a 90….? Un po di schiena dritta, non si chiede altro, non si chiede la ”luna”…

  2. Attenzione……. bisogna aspettare ancora qualche mese……..le sanzioni si possono aggirare per cui non gettarei la spugna prima di aver perso la guerra……. certamente questa prima battaglia è stata clamorosamente ciccata , ma a livello europeo la botta del coglione sembra essere di grande compagnia a tutti i nostri primi ministri ……….da non credere. Forse li drogano.

  3. ….un poco di schiena dritta., è troppo chiederla? Non si chiede un coraggio leonino.. solo un poco di coerenza…

Commenta