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Napoli, 21 giu – Roberto Saviano torna a Napoli per presentare, a bordo della nave di Open Arms, il suo ultimo libro: In mare non esistono taxi. Come si evince dal titolo, si tratta dell’ennesima ode all’immigrazione e alle Ong. Il «bardo cosmopolita», dunque, intratterrà la sua platea sull’imbarcazione attualmente ormeggiata al porto di Napoli: «Per me – ha detto Saviano a Radio Capital – è davvero super emozionante. Innanzitutto ritorno a Napoli, cosa non facile per me e sempre carica di emotività». Una Napoli che però, a detta del sindaco di sinistra De Magistris, lo scrittore non sarebbe assolutamente in grado di raccontare.

Saviano contro Salvini

Con una scelta molto forte, Saviano si appresta così a difendere Open Arms e tutte le Ong che – secondo la retorica immigrazionista – sono in lotta contro i governi europei per salvare e aiutare gli immigrati: «Quella nave ha salvato migliaia di persone – prosegue lo scrittore – e combatte la valanga di fango e di bugie che vengono sistematicamente dette su queste ambulanze del mare». Evidenti le stoccate a Matteo Salvini, promotore della politica dei porti chiusi, e a Luigi Di Maio, che ha più volte definito le Ong, appunto, «taxi del mare». Per lo scrittore partenopeo, infatti, questo evento «ha un significato importantissimo. Napoli è città che resiste aprendo i porti: esserci è un momento di sintesi. Dobbiamo ragionare su questa propaganda continua che ha il solo obiettivo di distrarre dai reali temi che non sanno affrontare, da quelli fiscali a quelli economici, passando per la sicurezza e la gestione dei migranti. Preferiscono togliere diritti e millantare accuse».

Propaganda pro Ong

Il libro di Saviano – corredato da numerose fotografie (marchio di fabbrica della casa editrice Contrasto) – «porta le prove di quanto è accaduto e accade nel Mediterraneo» e «smonta la propaganda e le bugie sull’immigrazione attraverso le parole e le immagini di chi ha visto, documentato, fotografato, aiutato». C’è un piccolo problema: malgrado questa presentazione altisonante, chi fa propaganda e diffonde bugie è proprio il «bardo cosmopolita». L’Ong spagnola Open Arms, tanto per cominciare, in passato non si è fatta scrupoli a collaborare con gli scafisti. Ma pensiamo anche alle condizioni da «schiavismo» in cui il suo fondatore, Òscar Camps, faceva lavorare i propri dipendenti. Per non parlare, infine, della menzogne che Camps ha deliberatamente diffuso sull’operato di Open Arms. Ecco, scommettiamo che, di tutto questo, nel libro di Saviano non ci sarà la benché minima traccia. Molto meglio insistere nella narrazione fasulla delle «ambulanze del mare» (pietà) e concedersi di tanto in tanto qualche passerella mediatica. In questo, del resto, Saviano è veramente un maestro.

Elena Sempione  

2 Commenti

  1. Sai quanto gliene frega a Saviano se Napoli e l’Italia si riempiono di clandestini disperati di cui diversi delinquono.Lui c’ha l’attico a New York e gli amici globalisti danarosi tipo Soros.Quando la situzione sarà del tutto insopportabile se ne puo’ andare via; gli italiani no!

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