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Roma, 13 giu – Per comprendere gli scontri di Marsiglia, che hanno visto protagonisti hooligans Russi, Inglesi, ma non solo, bisogna fare un passo indietro. È 15 giugno 1998 e allo Stade Vélodrome della città portuale va in scena Inghilterra-Tunisia, nell’ambito dei mondiali. Finirà 2-0, con gol di Shearer e Scholes. Il match più interessante si gioca però fuori dallo stadio, nella zona del vecchio porto. Qui 800 Inglesi si trovano a fronteggiare 300 Tunisini, presto aiutati dai rinforzi locali: a Marsiglia la presenza maghrebina è fortissima e gli hooligans locali attingono proprio in tale bacino. Le cronache dell’epoca parlano di “saluti nazisti” da parte degli Inglesi, nonché di slogan come “siamo bianchi e fieri di esserlo”. I marsigliesi-tunisini replicano: “Siamo a casa nostra, fate le merde ovunque ma non a Marsiglia”.

Ci saranno scontri violentissimi, al termine dei quali si conteranno 48 feriti, di cui 40 ricoverati. Incredibilmente, gli organizzatori degli Europei del 2016 non hanno tenuto a mente questo precedente quando hanno deciso di far giocare l’Inghilterra di nuovo a Marsiglia, per di più contro la Russia, la cui tifoseria non è esattamente la più semplice del mondo da gestire. Bisogna tener conto di tutto questo per capire cosa è davvero successo a Marsiglia. Inglesi contro Russi, certo – e già questa contrapposizione è piuttosto connotata anche in senso extra-calcistico – ma negli scontri di Marsiglia era nutrita anche la presenza francese, sia di francesi veri (si è parlato della presenza di ultras del Paris Saint-Germain), sia di francesi per via del solo passaporto. È a costoro che dobbiamo pensare quando leggiamo di “tifosi locali”, “giovani del quartiere del vecchio porto”. I filmati (vedi anche qui) che girano in rete a proposito degli scontri di Marsiglia mostrano in effetti una vera e propria guerriglia animata da giovani magrebini.

 

Il Daily Mail ha parlato di scontri provocati da “giovani locali venuti da quartieri difficili” che avrebbero attaccato gli inglesi fuori da un pub. Una vendetta per i fatti del ’98? Può darsi, anche se molti dei protagonisti delle bagarre di oggi all’epoca erano giovanissimi. Ma negli ambienti sottoculturali spesso la memoria di fatti come questi si tramanda di generazione in generazione. Di sicuro c’è il fatto che gli scontri di Marsiglia hanno con ogni evidenza anche una connotazione etnica. I soloni che stanno ricominciando la litania sul tifo violento avranno qualche parola da spendere anche contro gli immigrati?

Giuliano Lebelli

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