Roma, 13 mag – Sembra quasi una scuola processata dagli studenti, quella che emerge dall’ennesima indagine di Skuola.net sulle preferenze dei ragazzi, riportata da Tgcom24. Senza nulla togliere al fatto che, in generale, una valutazione del personale scolastico sia condivisibile.

Come dovrebbe essere la scuola secondo gli studenti

La scuola dovrebbe essere valutata dalle pagelle, secondo gli studenti. Dovrebbero essere giudicati in particolare gli insegnanti, e per ben 8 ragazzi su 10 interpellati dal sondaggio. Non solo, la valutazione andrebbe espressa anche per il personale Ata e i dirigenti. Skuola.net registra questi dati insieme all’Associazione Nazionale Presidi di Roma e Lazio. E il campione è significativo: 5.650 alunni interpellati, dalle scuole medie alle superiori.

Per il 59% dei promotori di questa aspirante riforma, la valutazione dovrebbe essere redatta esclusivamente dagli studenti: come a dire, gli alunni che giudicano gli insegnanti e basta. Non tutti la pensano così (per fortuna, aggiungeremmo noi): un 19% chiederebbe l’affiancamento dai genitori, mentre 15% affiderebbe a soggetti terzi, come gli ispettori del Ministero dell’Istruzione, oppure un 3% che immagina la valutazione proveniente da insegnanti di altre scuole o istituti di ricerca specializzati (3%).

Poi si passa all’intera scuola sotto esame, o quasi, visto che il 90% dei ragazzi vorrebbero giudicare l’organizzazione generale dell’istituto, includendovi anche i rapporti umani, il sistema di regole, la gestione (e sarebbe interessante chiedersi su quali basi oggettive e certamente in buona fede un ragazzo potrebbe giudicare un insegnante alla voce “rapporti umani”). Da notare che solo uno su quattro si concentrerebbe sugli aspetti didattici (programmi e modalità di insegnamento), così come uno su dieci si interesserebbe delle iniziative extra-scolastiche o sull’efficienza dell’edificio dove si tengono le lezioni (quindi si parla, oltre che delle aule, anche dei laboratori, delle palestre, eccetera).

Ci vorrebbe equilibrio

Secondo il direttore di Skuola.net Daniele Grassucci, “dal punto di vista degli studenti, è perfettamente logico ritenere opportuno sottoporre a una valutazione periodica il lavoro degli insegnanti. Del resto la nostra scuola li ha abituati a un continuo sistema di voti che solo recentemente sta iniziando a mettere da parte il solo concetto di “performance””, aggiungendo che “sarebbe riduttivo pensare che il fallimento del nostro sistema scolastico sia solo colpa di alunni svogliati”. E poi: “Basta bocciare solo gli studenti o chiedere esclusivamente a loro lo sforzo di continuo miglioramento, l’eccellenza dei docenti non può continuare a essere un elemento discrezionale”.

Che dire? Lasciare così tanto spazio all’opinione di un gruppo sociale – quale è, di fatto, quello degli studenti – che solo pochi mesi fa è sceso in piazza per protestare contro degli ovvi e plausibili esami scritti alla Maturità – appare non solo un po’ fuorviante, ma eccessivo. D’altro canto, è pur vero che un sistema di valutazione degli insegnanti e del personale scolastico abbia assolutamente un senso, magari superando le debolezze della cosiddetta “buona scuola” ed essere decisamente più audaci per introdurre dei criteri meritocratici di cui – quello sì – anche il corpo docenti ha assolutamente bisogno. Sul tema di chi debba effettuare queste valutazioni si potrebbe discutere all’infinito. Certo è che, storicamente, la “cultura” della rappresentanza stutendesca non abbia fatto esattamente benissimo alla salute della scuola italiana. Perché ha messo fortemente in dubbio un ruolo, quello degli adulti nell’insegnare ai giovani, ancora oggi sotto assedio costante e martellante.

Stelio Fergola

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1 commento

  1. Se le nuove generazioni non comprendono e non fanno tesoro delle debolezze dei genitori, degli insegnanti, del sistema… succccchieranno più di loro. Questa è la amara realtà.

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