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Se ora “danno da mangiare” l’hashish ai figli: la vergogna di Caserta

by Stelio Fergola
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Hashish figlia

Roma, 3 ago – Hashish ai figli al posto del cioccolato. Il delirio e la decadenza di questa società si misura in un mare di modi. Ad ogni nuova tornata, sembra che si battano i record di incoscienza di quella precedente. Perché quanto accaduto a Caserta, indipendentemente da quanti genitori si possano comportare così (ci auguriamo ovviamente il minor numero possibile), è anzitutto una mazzata in fronte a chi spera sempre che, per lo meno, gli adulti facciano gli adulti e i minori facciano i minori. Banalità, retorica? Probabilmente sì, ma la gravità risiede esattamente in questo, quando la retorica diventa addirittura sostanza. Allora vuol dire che l’emergenza è seria, e che la sostanza negativa di faccende come questa sia troppo evidente per poter essere ignorata.

Hashish ai figli al posto del cioccolato

Ebbene sì, a Caserta due genitori sono stati così brillanti da lasciare l’hashish per la figlia al posto del cioccolato. Non di proposito, almeno quello. I due improvvidi avevano messo la sostanza in un barattolo per il cioccolato, e la bambina – dieci anni – lo aveva trovato sul tavolo della cucina, per poi ingerirne il contenuto pensando che si trattasse del popolare dolciume. Il padre, detentore della quantità di sostanza incriminata, è stato denunciato per possesso ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e lesioni personali colpose. L’uomo successivamente al misfatto aveva chiamato l’ambulanza, dopo essersi reso conto che la bambina stava accusando un malore. Comunque la piccola, dopo essere stata portata in ospedale, è stata dichiarata fuori pericolo.

Siamo allo sbando e anche oltre

Torniamo all’incipit: tralasciando l’abitudine di utilizzare e spacciare certe sostanze (che sarebbe già di per sé quello che è, e non temiamo di essere retorici), è incredibile che dei genitori addirittura non abbiano neanche avuto l’accortezza di allontanare l’hashish dai propri figli. È un mondo, quello odierno, dove si manifestano sempre più figure – paterne come materne – nelle migliori delle ipotesi stanche, nelle peggiori distratte e immature, quando non addirittura complici e in malafede. La storia di Caserta è forse una via di mezzo tra quella di chi ha fatto morire il proprio figlio dimenticandolo in automobille per il troppo calore e chi, come Alessia Pifferi, ha addirittura abbandonato al decesso la propria bambina in modo deliberato, per liberarsi di un ostacolo alla propria spensieratezza di eterna immatura. Perché la sintesi sembra essere: genitori che sono sempre meno genitori, in quanto incapaci di essere adulti.

Stelio Fergola

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