Roma, 5 gen — Un sondaggio che poteva anche non essere eseguito, tanto il risultato è ovvio: sono progressisti i segnalatori di post social non allineati con il pensiero unico. I gretti omuncoli che godono nel far bloccare il profilo a chi esprime un’opinione divergente dai diktat mainstream, che si spellano le mani applaudendo quando le pagine poco gradite vengono oscurate — e che frignano quando vengono riattivatesono in prevalenza di sinistra. Noi lo sapevamo già, ma la conferma ufficiale arriva — almeno per quanto riguarda gli utenti americani — un sondaggio di Yougov riportato dal quotidiano Libero.

I segnalatori sono quasi tutti di sinistra

«Questo comportamento è fortemente legato all’ideologia politica», rivela il think tank Usa di orientamento libertario Cato Institute, che ha commissionato il sondaggio. Il 65% degli «strong liberals», risulta dal rilevamento, cioè di quelli sinistra, ha indossato almeno una volta sui social i panni dei segnalatori, contro il 24% degli «strong conservators». E qui emerge un’altra ovvietà: che i «buoni», i più fervidi sostenitori e promotori dei diritti civili si trasformano in feroci censori — con la boccuccia a culo di gallina e il ditino alzato — quando si tratta di silenziare opinioni avverse alla loro. Amanti della trasgressione e nemici della libertà, come ebbe a dire un certo professore censurato dai suoi stessi alunni poco tempo fa.

Inutile segnalare i contenuti di sinistra

I segnalatori fortemente progressisti, che spesso si muovono in branco, svolgono il loro operato otto volte su dieci per motivi politici o ideologici. Seguono a breve distanza i liberal moderati, quasi 7 su 10, contro i neanche i 5 su 10 dei conservatori. Anche perché, va detto, risulta quasi inutile segnalare contenuti a forte valenza liberale o progressista: le piattaforme e relative policy sono tutte improntate sulla difesa di valori mondialisti. La polizei del pensiero sui social colpisce prevalentemente le posizioni non conformi: anti-Lgbt, critici dell’immigrazione incontrollata o delle restrizioni sanitarie, e via dicendo.

Secondo il sondaggio Yougov, infine, in generale gli americani «non si fidano molto delle società di social media, il 75% di loro considera che non sono attrezzati per prendere decisioni eque sui post. Anche in questo caso quelli di sinistra si fidano di più di quelli di destra. I liberal scettici sui social vanno dal 59 al 72% a seconda delle loro convinzioni più o meno estremiste, contro un range di conservatori scettici che va dall’88 al 90 per cento».Cristina Gauri

 

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