Roma, 5 gen – Piazza vuota per la patetica farsa del Popolo viola contro Berlusconi presidente della Repubblica: più cronisti che partecipanti. Riesumati per l’occasione, gli anti berlusconiani che nel lontano 2009 scesero in piazza contro l’allora presidente del Consiglio, la buttano pure sull’antifascismo. Ma non basta: la manifestazione è un flop.

Torna il Popolo viola anti Berlusconi contro la sua elezione al Quirinale, ma la protesta è un flop

L’ultima protesta del Popolo viola risale all’agosto del 2013 in occasione della sentenza della Cassazione per frode fiscale nei confronti del leader di Forza Italia. Ora gli anti berlusconiani sono tornati in piazza per dire che “Il Quirinale non è un bunga bunga”. Come al solito l’evento è stato organizzato su Facebook, appuntamento a piazza Santi Apostoli a Roma: ma si presentano davvero in pochi. Qualche decina di persone. Gianfranco Mascia, uno degli organizzatori della protesta, aveva messo le mani avanti: “Non ci importa quanti saremo. Io ci sarò e spero vengano in tanti. Approfitto per augurare a tutti un meraviglioso 2022. Deberlusconizzato”.

Non pago, il Popolo viola rilancia: manifestazione nazionale di “tutti i partiti antifascisti”

E nonostante il flop rilancia: una manifestazione nazionale di “tutti i partiti antifascisti” contro Berlusconi presidente della Repubblica. Mascia (che sta nel partito Europa verde) peraltro si dice convinto di avere dalla sua anche il Pd, che ovviamente non era in piazza con il Popolo viola. “Il segretario del principale partito della sinistra, Enrico Letta, ha detto che non si siederà ad alcun tavolo se in campo c’è Berlusconi: questa è una nostra grande vittoria”, afferma convinto. “Noi – aggiunge imperterrito – siamo i veri tamponi della democrazia contro il virus Berlusconi”.

Riciccia pure Pancho Pardi, quello dei Girotondi con Nanni Moretti

In quella che sembra una reunion di zombie riciccia pure Francesco “Pancho” Pardi che venti anni fa fu uno degli animatori dei Girotondi assieme a Nanni Moretti e la combriccola dei radical chic. “Siamo qua per ribadire che anche solo l’idea che possa essere scritto in un cedolino Berlusconi lunedì 24 ci fa venire i brividi lungo la schiena”, dice Pardi. Quello che colpisce è che i presenti sono dissociati dalla realtà. “Il fatto che ci siano poche persone in piazza mi fa temere che questo rischio sia reale”, dice uno. Come a sottolineare che il fallimento della manifestazione è colpa dei tantissimi sostenitori di Berlusconi. E non semplicemente perché del Popolo viola non frega niente a nessuno. Un delirio di protagonismo, insomma. E nel mirino finiscono pure i giornali e i tg: “E’ allucinante come la gran parte dei media non battano ciglio e stiano accreditando l’immagine di Berlusconi come se il suo passato – dalle inchieste alla condanna, alle leggi ad personam – non ci fosse stato”. Qualcuno insomma dovrebbe risvegliare queste persone, rimaste al 2009.

La versione sfigata delle Sardine

Insomma, il Popolo viola è la versione sfigata delle Sardine e viene riesumato fuori tempo massimo, quando lo stesso Letta sa che non ha i numeri per impedire – nel caso si arrivasse alla quarta votazione – l’elezione di Berlusconi a presidente della Repubblica. Altro che pressing sui grandi elettori che lunedì 24 daranno via alla battaglia del Quirinale: in piazza solo quattro gatti rintronati.

Adolfo Spezzaferro

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2 Commenti

  1. Sono tutti il trapassato… berlusconiani e antiberlusconiani fini (!) a sé stessi. Manco il museo delle ceneri li vuole più.

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