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sergej korolevMosca, 4 lug – Sergej Korolev è stato un ingegnere e tecnico astronautico. Allievo dell’italo-sovietico Roberto Bartini, si specializzò nella progettazione di propulsori a razzo. Nel 1931, insieme ad altri scienziati, studiò il primo razzo sovietico: il Grid 09 , lanciato nell’agosto 1933. Nel 1938 viene arrestato con l’accusa di slealtà e condannato a 10 anni di reclusione.
Nel 1944, scarcerato e riabilitato, torna alla sua professione. Progettò il primo ICBM (Missile Balistico Intercontinentale), il razzo vettore R-7, che fu il primo del suo tipo in grado di raggiungere gli Stati Uniti. Questo razzo fu utilizzato anche come razzo vettore per le sonde spaziali. Rilevanti le dimensioni: raggiungeva l’altezza di 34 metri e aveva un peso 280 tonnellate, aveva una portata di 8800 km.
Il primo test avvenne il 15 maggio 1957 al cosmodromo di Bajkonur ma il razzo si schiantò a 400 km dal logo di lancio. Il 4 ottobre 1957 riuscì a collocare il primo satellite artificiale, lo Sputinik 1. Tuttavia come razzo bellico fu un fallimento, come d’altra parte tutti gli ICBM di prima generazione anche americani.
Il lavoro e il nome di Kolorev vennero tenuti segreta dall’Unione Sovietica fino alla sua morte, avvenuta il 14 gennaio 1966 durante un’operazione chirurgica. Non potè ricevere il Premio Nobel per la costruzione del razzo, perchè l’Urss non volle mai rivelarne il nome. Le sue ceneri sono conservate presso il muro del Cremlino, il più alto onore per un cittadino sovietico.
Giovanni Di Bella





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