Roma, 17 giu – Puntuale come un orologio svizzero è arrivato l’ennesimo attacco da sinistra contro il Tg2 diretto da Gennaro Sangiuliano. A guidare la rivolta oggi è Michele Anzaldi, deputato del Partito Democratico, che proprio non ha digerito l’onesto servizio andato in onda ieri sera sulla Rai in occasione dei 40 anni dall’omicidio di Francesco Cecchin. “Il Tg2 è stato trasformato in un giornale di partito. Il partito è la destra Lega-Fdi di Salvini e Meloni. Propaganda pagata con i soldi di tutti i cittadini. Ieri i telespettatori hanno assistito a una vergognosa par condicio della violenza: dopo il fatto di cronaca a Roma dei ragazzi del Cinema America pestati ‘perché antifascisti’, è andato in onda un servizio su Francesco Cecchin, militante del Fronte della Gioventù morto 40 anni fa”.


L’attacco a Giampaolo Rossi

Insomma la sovraesposizione mediatica di un’aggressione (cosa che non accade mai se gli aggrediti sono di destra) va bene, il ricordo di un giovane assassinato senza che nessuno abbia mai pagato per questo, no. Per Anzaldi il Tg2 arriva addirittura a “riscrivere la storia”, un’affermazione gravissima di cui gli andrebbe chiesto conto. “Il Tg2 ricorderà ogni giorno tutte le vittime di quegli anni, di destra e di sinistra?”, domanda in modo provocatorio il deputato dem. “Si può riscrivere la storia con un servizio di due minuti? Perché l’esponente di Fdi Laura Marsilio, sorella del neogovernatore dell’Abruzzo, ringrazia per il servizio su Cecchin il consigliere d’amministrazione Giampaolo Rossi? La scaletta del Tg2 viene scritta da un consigliere d’amministrazione? Il Cdr non ha nulla da dire?”.

Anzaldi passa poi all’attacco diretto contro il direttore Gennaro Sangiuliano. “C’è anche la funzione ‘politico-pedagogica’ di Sangiuliano che vuole riscrivere la storia pensando magari di rubare il lavoro al ‘Secolo d’Italia’ di Francesco Storace, non a caso grande fan di questa direzione. Lo si è visto anche col caso D’Annunzio di Trieste: il Tg2 non ne ha parlato per informare, come sarebbe giusto e doveroso, ma per dileggiare una delle due parti”. Insomma i nostalgici di Telekabul proprio non ci vogliono stare. E, nonostante la Rai gialloverde sia tutt’altro che sovranista, basta un servizio semplicemente onesto per far rimpiangere ai compagni i bei tempi di Sandro Curzi.

Davide Di Stefano

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