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Roma, 22 ott – Durante le prime settimane del lockdown si diceva, «almeno le coppie costrette in casa riusciranno a divertirsi». Che poi – tra stress da chiusura e ansia per il futuro incerto – pare che gli italiani non si siano dati poi così da fare, è un altro paio di maniche. A rompere definitivamente le uova nel paniere ora ci si mettono gli espertoni stellati, cioè virologi e infettivologi, che oltre ad essersi impuntati per rovinarci il Natale, ora ficcano sempre più prepotentemente il naso nelle nostre camere da letto. Vietano persino agli adolescenti di pomiciare. La ribellione giovanile nel 2020 si esprime limonando di nascosto.

Altolà al sesso

E a quanto pare il rischio si annida anche sotto le lenzuola, e mica solo nel contesto di fugaci rapporti occasionali: anche le coppie stabili non possono dirsi al sicuro dal contagio. Lo sostiene Fabrizio Pregliasco, intervenuto a Un Giorno da Pecora su Rai Radio 1: «Il guaio è che anche il nostro familiare può essere in qualche modo asintomatico». Non c’è scampo quindi. «La ‘legge del contatto stretto’ è impietosa», insiste l’esperto, che nemmeno troppo sottilmente invita «purtroppo a quella che può essere drammaticamente un’astinenza, per non dire attività onanistiche come unica alternativa».

E’ tutto un rischio

«E’ questo il problema: o viviamo in una bolla come i giocatori della Nba americana o siamo tutti esposti». Quindi, astinenza totale? «In coppia un’attività sessuale ha un certo rischio. Le goccioline respiratorie, e anche le deiezioni, sono a rischio. Quindi anche ‘variazioni sul tema’ possono essere impegnative». E i baci? Nemmeno quelli? Ma nemmeno per sogno: «Sono rischiosissimi – incalza – Tutte le variazioni sono assolutamente a rischio di contatto. Questo è il quadro». Che finaccia per l’Italia, da Paese dell’amore alle pomiciate in mascherina.

Cristina Gauri

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