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Roma, 4 dic – Insolitamente pacato nei toni ma per niente tenero nella sua analisi, Vittorio Sgarbi non ha perso nemmeno ieri sera l’occasione per attaccare frontalmente l’asse giallofucsia. Così, in collegamento con Giovanni Floris a Di Martedì su La7 si è scagliato sull’alleanza pd-grillini e in particolar modo sul fondatore del Movimento 5stelle Beppe Grillo. In collegamento, Elsa Fornero, messa lì per criticare i toni aspri della politica di questi tempi.

Alleanza opportunistica

“Non posso criticare la durezza delle parole che rappresenta una delle mie cifre – ammette Sgarbi – La linea generale del partito di maggioranza, cioè i Cinquestelle, parte dal ‘vaffa’ di Grillo e continua in una serie di paradossi entropici che lui racconta ad un ignaro Di Maio che è scandalosamente ministro degli Esteri“. L’occasione era troppo ghiotta per non dare una sferzata all’ex vicepremier. Ma il sindaco di Sutri ne ha per tutti, a partire dall’alleanza giallofucsia: “Il problema è che c’è un difetto di politica, un’alleanza opportunistica che non ha alcuna corrispondenza con l’elettorato reale. I 5 stelle sono evaporati a meno di 3 stelle, il Pd è un partito disperso, il partito di Renzi è opportunistico, mentre Leu è un frammento di idee perdute guidato da un magistrato. Nulla tiene insieme in una visione comune”. Il paradosso sta proprio qui: “La parolaccia, che è il punto di partenza di Grillo, non è l’elemento che connota gli scontri tra opposizione e maggioranza, ma è quello che oggi il nostro Grillo ha detto al suo popolo: ‘andate a fare in culo voi’. È un paradosso!”.  Insomma, per Sgarbi, Grillo è passato dai V-day del 2007 con i “vaffa” alla famosa “casta”, al dedicare gli stessi “vaffa” al popolo che ha eletto i 5stelle. Un salto che in termini elettorali gli sta costando caro.

Cristina Gauri

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