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Roma, 25 nov – Battibecco serrato a Otto e mezzo, il programma condotto su la7 da Lilli Gruber. La presentatrice altoatesina si è scontrata a più riprese su vari temi con il vice direttore de La Verità Francesco Borgonovo su vari temi.

“Matteo Salvini definì Carola Rackete ‘una zecca’”, accusa la Gruber ironizzando sulla “buona educazione” della politica. “Farebbe parte della buona educazione da parte della signorina Rackete, che è indagata, non speronare le navi militari italiane per entrare in un porto. Ma queste sono opinioni, io non mi scandalizzo per i toni”, ribatte Borgonovo.
“Io mi scandalizzo e continuerò a scandalizzarmi” lo ferma la Gruber, ma il vice direttore de la Verità insiste. “La Rackete ha consapevolmente violato la legge italiana e visto che ha compiuto un’azione violenta contro i nostri militari si può aspettare una reazione verbale violenta”
“Zecca era la parola che veniva utilizzata dai nazisti per definire gli ebrei”, accusa la giornalista. “Io credo che il senso fosse molto diverso”, parlando del fatto che con tutta probabilità Salvini alludesse al termine dispregiativo utilizzato negli anni 70 per definire comunisti e sinistroidi vari. “Non mi interessa il senso, ma mi interessano le parole e le parole hanno un senso e sono come delle pietre”, esibendosi in una supercazzola incoerente di cui probabilmente nemmeno si è resa conto.

Successivamente si parla di sardine. Borgonovo accusa i manifestanti di non essere spinti da valori di spessore, se non la protesta contro Salvini, unico punto del loro manifesto di intenzioni. Gruber obietta: “Nel frattempo, comunque, riempiono le piazze italiane, quindi qualche cosa ci sarà”. “Anche Salvini riempie le piazze“, ribatte Borgonovo.
“Sì, ma dove ci sono le Sardine, lui sta chiuso in qualche luogo pubblico“, risponde la conduttrice, dimenticandosi che chi da mesi è asserragliato nei Palazzi, di sicuro non è il leader del Carroccio. Si accende di nuovo il battibecco quando Borgonovo chiama l’attivista delle sardine di Firenze presente in studio, Matilde Sparacino, “la signorina”. Gruber scambia questo titolo di cortesia come un’offesa maschilista degna del più becero e pericoloso patriarcato e lo bacchetta: “La signorina ha un nome e cognome” Borgonovo controbatte: “E’ una signorina, non è offensivo. E’ italiano“. “Sì, e allora tu sei un signorino“, chiosa Gruber. Contenta lei.

Cristina Gauri

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5 Commenti

  1. Definire quella RAKKATTA/SCODELLANEGRI una ZECCA, e ben al di sotto del MINIMO SINDACALE di CIO che MERITEREBBE! E lo stesso vale per TUTTI coloro che la sostengono a SPADA TRATTA! Soprattutto se da palinsesti televisivi che PRETENDONO, PURE! i SOLDI degli Italiani per RETRIBUIRE LAUTAMENTE ASSAI ASSAI personaggi come quel Fazio e la sua “socia” PISQUANA!

  2. Quindi i tedeschi dicevano achtung ZECCHE ? (in tedesco MINZE … mai sentito
    achtung minze , comunque …..)

    Devo leggere se il botulino danneggia le sinapsi …… negli anni ’70 chiamavamo Zecche i sodali della Comunistaccia , a qualunque RAZZA appartenessero ……
    ed , in realtà , il termine era più dei camerati Romani …..

    Si riferiva alla scarsa igiene ed agli abiti puzzolenti dei sedicenti “intellettuali”
    eskimo zozzo , scarpe nauseabonde e luride , sciarpazze …. che stavano in piedi
    tanto erano LURIDE …. etc . (anche in estate !)

    quindi : scarrafoni , pulci/pulcioni , merde , straccioni , zingari …..

    Abito di DX anni ’70:

    Loden verde o blu , giubbino di renna , giacca blazer blu ( dipende dalla stagione)
    camicia PULITA azzurra o bianca , nera in date IMPORTANTI
    foulard NERO
    jeans , ma solo di alcune marche ….. LEE , Bell Bottom , Roy Rogers …..
    levis …si e no dipendeva dal numero .
    scarpe o stivali a punta
    rayban

    il tutto FRESCO DI BUCATO e LUCIDO …… altro che quello che indossavano …
    le ZECCHE !!!!! così dette per la voncioneria …..

  3. PS :
    la racheta ha pure i capelli zozzi e puzzolenti …. oltre a NON DEPILARSI …
    pure le sue foto “puzzano” , un insulto all’ igiene !!!!!!! , da vomito …..
    una vera ZECCA .

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