Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 20 ago – Proprio mentre va profilandosi un «inciucio» M5S-Pd, governo che sarebbe ovviamente immigrazionista, un recente sondaggio tasta il polso del «Paese reale». E, sull’immigrazione, gli italiani hanno le idee chiare: basta immigrazione. Di più: per la maggioranza dell’elettorato non è più sufficiente la sola chiusura dei porti, ma è necessario anche il blocco navale.  Secondo un sondaggio realizzato dall’istituto AnalisiPolitica e pubblicato oggi da Libero, infatti, ben il 51% degli italiani è d’accordo con questa misura, quanto mai drastica e risolutiva.

Leggi anche: Generale Santo: «Blocco navale e incursioni dei reparti speciali, così si ferma l’immigrazione»

Vince la linea dura

In sostanza, secondo gli italiani, non solo le navi delle Ong non devono sbarcare immigrati clandestini nei nostri porti, ma non devono proprio entrare nelle nostre acque territoriali. Naturalmente le divergenze di opinioni riflettono la contrapposizione destra/sinistra. Se il 72% dell’elettorato di centrodestra è favorevole al blocco navale, il 64% degli elettori di centrosinistra è contrario alla misura. Quello che colpisce, però, è che ben il 34% dei progressisti non vede di cattivo occhio un invio delle nostre navi militari davanti alle coste libiche e tunisine. In pratica, un elettore del Pd su tre è d’accordo con il blocco navale.

Il blocco navale piace anche ai grillini

Stesso discorso per gli elettori del M5S. Mentre il ministro Trenta si è impegnato a scortare le navi Ong nei porti italiani, i sostenitori del M5S non gradiscono affatto questa scelta. Anzi, il 54% dei grillini vuole il blocco navale, con buona pace della Trenta. Insomma, questo sondaggio non fa che confermare un’altra rilevazione dello scorso gennaio, che certificava come la maggioranza degli italiani non ne volesse sapere di immigrazione. Ora, però, sappiamo anche un piddino su tre e più di un grillino su due si trovano d’accordo con la misura del blocco navale. Una misura, ricordiamolo, che è stata più volte caldeggiata da Giorgia Meloni (Fdi) e Simone Di Stefano (CasaPound).

Elena Sempione

Commenta