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granchio (1)Roma, 1 feb – È come avere un posto in prima fila sull’evoluzione. Solo che i passaggi che normalmente richiederebbero anni e anni, ora avvengono nel giro di pochissimo tempo, quasi “in diretta”. “Merito” del riscaldamento globale, che per esempio ha spinto alla colonizzazione delle terre le specie anfibie che, nei mari divenuti troppo caldi, non riescono più a “respirare”. Un esempio è fornito dallo studio sui granchi intitolato “The trade-off between heat tolerance and metabolic cost drives the bimodal life strategy at the air-water interface”, pubblicato su Nature Scientific Reports.



Una ricerca scientifica tutta italiana che vede coinvolta l’Università di Firenze e uno dei più autorevoli istuituti di ricerca sui cambiamenti climatici, l’ Alfred Wegener Institute for Polar and Marine Research. Il team di ricercatori, coordinato da Stefano Cannicci, ha osservato il particolare comportamento dei granchi Pachygrapsus marmoratus, una specie molto comune di Calafuria (Livorno), sul mar Tirreno. “Abbiamo dimostrato per la prima volta – spiega Stefano Cannicci, associato di Zoologia – che l’innalzarsi delle temperature delle acque oceaniche guida un processo evolutivo importante come quello della colonizzazione delle terre emerse. In un periodo come quello attuale, caratterizzato da un costante e rapido aumento della temperatura di atmosfera e oceani, una strategia evolutiva che può essere messa in atto dalle specie che vivono tra il mare e la terra è, in effetti, quella di diventare più terrestri e meno marine”.

Malgrado la difficoltà che hanno queste specie anfibie a respirare unicamente fuori dall’acqua, il rischio sembra tuttavia valere l’impresa dell’uscita dal mare, per degli animali che patiscono più di altri l’aumento della temperatura marina. Ora gli studiosi cercheranno di studiare in presa diretta il fenomeno per cercare di capire come avvenne, milioni di anni fa, il passaggio delle prime specie dall’acqua alla terra.

Roberto Derta



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