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Roma, 16 mag – Pressioni politiche, strilloni e piagnistei antifascisti. Alla fine, il comune di La Spezia ha ceduto e ha revocato la sala della Biblioteca civica in cui era prevista la presentazione, organizzata da CasaPound, di un libro pubblicato da Altaforte. Non ricordiamo in Italia un simile, insistente e piuttosto vergognoso, boicottaggio nei confronti di una casa editrice come quello che sta avvenendo da qualche settimana. Ma così è anche se purtroppo a qualcuno non pare grave. Anzi, viene pure rivendicato come necessario per tutelare la democrazia. Metodi censori e minacciosi che con tutta evidenza poco hanno a che fare proprio con i principi democratici sbandierati da chi si ritiene portatore del Verbo unico.

Chi minaccia l’ordine pubblico?

L’amministrazione comunale, intimorita dagli attacchi della sinistra spezzina, ha così revocato il permesso per motivi di “ordine pubblico”, proponendo il trasferimento della presentazione del libro di Marco Mori, “La morte della Repubblica”, nella Mediateca Regionale. Rileggete con noi: motivi di ordine pubblico. Significa dunque che vi sono problemi di sicurezza. Ma chi potrebbe scatenarli? Chi ha sbraitato per impedire questa presentazione e chi dunque ha generato un clima d’odio pericoloso. Si cede dunque alle pressioni di questi signori, scatenati e inferociti contro un libro.

Eppure i consiglieri di centrosinistra del comune ligure non sono contenti: “Il Sindaco è stato costretto a revocare la Beghi grazie allo sdegno ed alla mobilitazione dei cittadini. Ma la concessione della Mediateca regionale al suo posto è un altro atto di gravità inaudita. I fascisti non devono utilizzare gli spazi pubblici. Evidentemente deve accontentare i suoi referenti. Vorrà dire che sabato saremo di fronte alla Mediateca a protestare”, così hanno scritto in un comunicato congiunto, arrogandosi pure il diritto di parlare a nome dei cittadini.

La replica di CasaPound

“Ciò che sta accadendo è al limite della legalità – scrive in una nota Francesco Carlodalatri, responsabile provinciale di CasaPound – Le motivazioni dell’amministrazione fanno acqua da tutte le parti. Credo che sia vergognoso cedere alle minacce di un’opposizione mossa soltanto dall’odio politico revocando un permesso regolarmente concesso per la presentazione di un libro, in un luogo mai più adatto di una biblioteca”.

“Ci teniamo comunque a dire che per noi non fa nessuna differenza. Una sala vale l’altra, ciò che conta per noi è presentare il nostro libro è poter esprimere la nostra in merito di sovranità ed Europa – specifica Carlodalatri – Anzi. Ci teniamo a ringraziare la sinistra spezzina per l’enorme pubblicità gratuita fornita in questi giorni, e rinnoviamo, a chiunque sia interessato all’argomento trattato o semplicemente sostenga la libertà di stampa ed espressione, l’invito per questo sabato, alle ore 16, nella nuova location in Via Firenze 37”.

Eugenio Palazzini

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1 commento

  1. A seguito della repressione, censura attuata al Salone del Libro di Torino nei confronti della Casa Editrice Alta forte da parte della sinistra portavoce del pensiero Unico dominante e su quasi tutti i media io in controtendenza al pensiero unico dissento contro la repressione perpetuata contro l’Editrice Votando Casa Pound. Nel passato la repressione e la censura non hanno mai apportato voti a chi la pratica. Tanti e poi tanti voti per Casa Pound

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