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Islamabad, 9 mag – Sana è stata strozzata da suo padre perché voleva sposare un italiano. La ragazza italo-pakistana residente a Brescia era stata uccisa nel Gujarat per essersi opposta a un matrimonio combinato. L’hanno ammazzata proprio nel giorno in cui avrebbe dovuto fare rientro in Italia. Per il delitto, alcune settimane fa sono stati arrestati il padre, Ghulam Mustafa, il fratello di Sana, Adnan Mustafa, e lo zio Mazhar Iqbal.
In un primo momento si pensava che i parenti l’avessero sgozzata, poi dal Pakistan alcune fonti avevano riferito che la ragazza era morta per cause naturali. La famiglia ha seppellito il corpo della figlia in tutta fretta, affermando che la figlia era morta in un incidente.
Ma poi c’è stata la svolta, confermata anche dalla comunità pakistana in Italia, che probabilmente era a conoscenza di come funzionano le cose da quelle parti e sanno che il delitto d’onore è una pratica diffusa. Per questo motivo, le autorità pakistane hanno voluto andare a fondo e sul corpo della 25enne era stata disposta l’autopsia. Anche la Farnesina si era mossa per fare chiarezza. Il referto ha decretato che alla giovane è stato rotto l’osso del collo, indizio che ha portato gli inquirenti a propendere per l’ipotesi dello strangolamento.

il certificato di morte del Punjab Forensic Laboratory

Sana Cheema, dopo essere nata in Pakistan, arrivò in Italia nel 2003 con la famiglia. a Brescia ha frequentato le scuole e poi ha lavorato in un’autoscuola. Aveva ottenuto la cittadinanza italiana lo scorso settembre. A gennaio, però, la famiglia decide di farle sposare un pakistano che lei non conosceva. In Pakistan dev’essersi ribellata, forte anche del suo innamoramento per un italiano, per di più cristiano, con il quale aveva deciso di andare a convivere. Una scelta inaccettabile per la famiglia, che ha scatenato la furia dei parenti maschi, che l’hanno strangolata. La conferma giungerebbe dall’esame autoptico eseguito dal Punjab Forensic Laboratory dove la salma della venticinquenne era giunta nei giorni scorsi.
Anna Pedri



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3 Commenti

  1. è già il terzo caso di cui si sa perché successo in Italia dopo Hina e la ragazza buttata sotto un’auto dal padre pakistano negli stessi giorni della morte di Pamela, cui non si sa più niente

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