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Su stupri e immigrati la Serracchiani ne azzecca una (e ovviamente viene attaccata)

by Roberto Derta
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Serracchiani su stupro trieste immigrato richiedente asilo

Serracchiani su stupro trieste immigrato richiedente asiloRoma, 12 mag – Che la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, ne azzecchi una è cosa che può legittimamente stupire. Che quando ciò accade, la stessa venga attaccata ferocemente, invece non stupisce affatto. Commentando il tentativo di stupro subito da una minorenne ieri sera a Trieste da parte di un cittadino iracheno richiedente asilo, l’esponente renziana ha detto: “La violenza sessuale è un atto odioso e schifoso sempre, ma risulta socialmente e moralmente ancor più inaccettabile quando è compiuto da chi chiede e ottiene accoglienza nel nostro Paese. In casi come questi riesco a capire il senso di rigetto che si può provare verso individui che commettono crimini così sordidi. Sono convinta che l’obbligo dell’accoglienza umanitaria non possa essere disgiunto da un altrettanto obbligatorio senso di giustizia, da esercitare contro chi rompe un patto di accoglienza. Per quanto mi riguarda, gesti come questo devono prevedere l’espulsione dal nostro Paese, ovviamente dopo assolta la pena. Se c’è un problema di legislazione carente in merito, bisogna rimediare”.

Apriti cielo: subito è partita l’alzata di scudi contro chi vorrebbe stupri di serie A e stupri di serie B. Ora, pur comprendendo e non giustificando gli scopi prettamente elettoralistici della Serracchiani, che ha voluto semplicemente lisciare il pelo all’opinione pubblica esausta dal fenomeno, resta il fatto che l’esponente del Pd ha in parte ragione. Lo stupro è ovviamente un gesto ignobile in sé e chi lo subisce non fa certo caso allo status giuridico del criminale. Ma il contesto della violenza non è cosa su cui si possa sorvolare.

Così come, per la vittima, una violenza subita da un familiare è più grave, perché viene meno il legame di confidenza e protezione, c’è un vincolo di sangue e di fiducia che si rompe, allo stesso modo, per la società, è più grave che a compiere un delitto tanto efferato sia una persona che è stata accolta e per la cui sofferenza tanto è stato fatto (troppo, secondo molti). Ma, per molto meno, succede a tutti noi di ritenere più insopportabili piccoli sgarbi ricevuti da parte di chi magari abbiamo aiutato e ospitato a casa nostra. È una logica ovvia, non ci dovrebbe essere bisogno di spiegarla. Troppo ovvia, per essere compresa nel mondo alla rovescia in cui viviamo oggi.

Roberto Derta

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