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Sutri, 16 ott – A Sutri, in provincia di Viterbo, una strada verrà dedicata a Julius Evola. Non è la prima in Italia, se consideriamo che al grande filosofo del secolo scorso qualcuno aveva già pensato di intitolare una via a Locorotondo, splendida cittadina a forma circolare in provincia di Bari. Di certo però non è una decisione scontata e come prevedibile ha già scatenato una ridda di polemiche, soprattutto a livello locale. La personalità del nobile pensatore di origini siciliane d’altronde da sempre divide gli ambienti culturali italiani.
Ignorato da molti a sinistra, osannato da alcuni a destra, criticato in generale per le sue posizioni sempre difficilmente inquadrabili nel moderno modus pensandi, il poliedrico autore di svariati saggi nonché pittore dadaista della prima ora, continuerà sempre a far discutere. Ovviamente la sua adesione al fascismo, seppur mai acritica, e la sua capacità di generare un seguito intellettuale nelle generazioni successive al ’45, sono quanto di più difficile da digerire per chi tende ad assieparsi nel pensiero unico dominante. Ma è indubbio che Evola abbia avuto un’importante influenza, per l’originalità del suo pensiero e proprio per aver sovente diviso e dunque scosso, generato curiosità, rotto schemi dati per assodati.
Un’importanza dunque che non si poteva a lungo celare e che lo stesso Vaticano ha riscoperto recentemente, nonostante le vecchie dispute tra la Santa Sede e lo stesso autore di Imperialismo pagano. Certo è che in Italia, si sa, è difficile persino dedicare una strada a Giorgio Almirante, perché in ogni caso chiunque venga considerato “fascista” non può essere inserito nella toponomastica di una nazione che si ritrova vie dedicate a signor nessuno, a Stalin, a Lenin, e finanche a un certo Fanciullacci, il prode assassino di Giovanni Gentile.
Ecco quindi che una strada intitolata a Julius Evola potrà se non altro far storcere la bocca a un qualunque Saviano, che dichiarò di averlo letto senza probabilmente averlo letto sul serio. Oppure potrà destare scalpore negli ambienti vicini a intellettuali di spicco come Laura Boldrini, che al contrario del nientologo partenopeo, in preda a un improvviso, evoliano, yoga della potenza, deciderà magari di leggerlo prima di sparare per l’occasione una fesseria da ultrà femminista.
Alessandro Della Guglia

2 Commenti

  1. ..sgarbi..un ”antifa” che apprezza Evola..sgarbi uno schizofrenico o un opportunista… opportunista-schizofrenico..

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