Scommesse sportive, slot machine, giochi di carte e lotterie istantanee: il grande tema del gioco d’azzardo, delle sue implicazioni etiche e dell’impatto sulla società è tornato alla ribalta nelle scorse settimane. Il Decreto Dignità, divenuto legge lo scorso 7 agosto, tra le altre norme ha introdotto un inedito divieto di pubblicizzazione dei giochi di fortuna con puntate in denaro in tutte le loro forme, ottenendo il plauso delle associazioni che portano avanti la battaglia contro le ludopatie, ma destando preoccupazione tra i numerosi addetti e le aziende del settore.
 

  • Lo stato dell’arte di scommesse e giochi nel Bel Paese

 
É un dato di fatto: con un raccolta complessiva che nel 2016 superava i 96 miliardi di euro, un fatturato stabile attorno ai 9 miliardi ed entrate per il fisco italiano pari a 10,5 miliardi solo nel 2016 (secondo dati ufficiali del Ministero dell’Economia), il settore del gioco rivela una valenza strategica non trascurabile per l’economia nazionale, anche in ragione dei 100.000 lavoratori impiegati nelle quasi 7.000 aziende italiane attive nel campo.
Ma quanto è diffusa la passione per il gioco in Italia? E quali sono le reali dimensioni del fenomeno della dipendenza dall’azzardo?
 

  • Gli italiani che si affidano alla sorte: un esercito in crescita

 
17 milioni: tanti sono gli italiani che nel corso del 2017 hanno, almeno una volta, tentato la fortuna con scommesse sportive, slot machine o giochi affini, sia dal vivo che in versione online. In termini percentuali, lo scorso anno il gioco d’azzardo ha raggiunto un audience pari al 42,8% della popolazione adulta (quella con età compresa tra i 15 e i 64 anni), uno dei dati più elevati in Europa e, almeno secondo le stime ufficiali relative al gioco legale, anche nel resto del mondo.
A dipingere il quadro del successo del settore scommesse sportive e giochi di fortuna in Italia è l’Istituto di fisiologia clinica del Cnr di Pisa: dal 2014 al 2017, l’aumento del numero di giocatori ha sfiorato il 18%, con una crescita importante di betting e gambling in versione digitale, sull’onda della crescente diffusione di dispositivi mobile e app.
Quando si scende nel dettaglio, tuttavia, si scopre che a dispetto delle apparenze il quadro del gioco legale non appare poi così critico.
In primis, occorre sottolineare che casinò game (come slot machine e giochi di carte) e scommesse sportive occupano, rispettivamente, il quarto ed il terzo posto nella classifica dei giochi di fortuna più apprezzati dagli italiani: a conquistarne la vetta sono infatti passatempi generalmente considerati “innocui”, come Lotto, Superenalotto e Gratta e Vinci (ancora oggi apprezzato dal 70% dei giocatori), peraltro attualmente non interessati dal divieto pubblicitario imposto agli altri gestori.
Se da un lato la crescita complessiva dei giocatori nel Bel Paese è incontrovertibile, dall’altro è interessante sottolineare che dal 2010 al 2017 il numero degli studenti dediti al gioco è crollato del 28% (passando da 1,4 a 1 milione di soggetti), a testimonianza dell’efficacia delle misure adottate per impedire l’accesso a scommesse e intrattenimenti con premi in denaro agli under 18.
 

  • L’approccio sicuro al gioco: se l’online batte il live

 
Lo studio del Cnr evidenzia anche come una parte importante del pubblico italiano presenti una percezione talvolta erronea del gioco: più di un giocatore su dieci nella fascia 15 – 19 anni è convinto che in attività quali il bingo a contare non sia solo la fortuna ma anche le abilità personali; tra i giocatori adulti, invece, è addirittura il 40% ad essere convinto che l’azzardo rappresenti un buon modo per arricchirsi.
Sotto il fronte della tutela del giocatore e della trasparenza in relazione ai regolamenti di gioco e alle reali possibilità di vincita senza dubbio il comparto online oggi offre le maggiori garanzie.
In accordo con quanto stabilito dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ovvero l’ADM, l’ente che sostituisce, ricoprendone tutte le funzioni, la vecchia AAMS), tutti i gestori di piattaforme SGAD (ovvero di Sistemi per il Gioco A Distanza) devono rendere facilmente accessibili le informazioni relative alle reali possibilità di vittoria, con aree del portale dedicate alle probabilità di vincita, espresse anche attraverso il valore dell’RTP, ovvero del ritorno al giocatore (la percentuale della raccolta complessiva restituita ai giocatori sotto forma di premi).
Casinò online e piattaforme dedicate al betting sportivo, come accennato, presentano il merito di garantire un maggiore controllo sull’accesso al gioco. Ad esempio, la possibilità di aprire un conto gioco viene negata con successo al pubblico non maggiorenne: durante la registrazione, l’utente è tenuto ad inviare una scansione fronte/retro di un documento di identità per completare l’attivazione; in assenza di tale verifica, l’accesso ai giochi con denaro reale non è in alcun modo consentito.
 

  • La crescita della dipendenza da gioco e il contrasto alla ludopatia

 
Nonostante i passi in avanti fatti grazie ai controlli e agli strumenti messi a disposizione dei giocatori dai portali dei bookmaker che operano nella legalità (riconoscibili dal marchio AAMS e dalla chiara indicazione del numero di concessione), le criticità legate al gioco patologico permangono: secondo stime contenute nel rapporto del Cnr, oggi gli italiani interessati in vario grado da comportamenti ludopatici ammonterebbero a quasi 400mila, vale a dire a circa il 2,4% del totale dei giocatori. La crescita del fenomeno è purtroppo innegabile, considerando che nel 2010 i giocatori problematici ammontavano a circa 100mila unità.
La formula del betting online ha dimostrato una notevole efficacia sul fronte della promozione del gioco legale e responsabile, grazie ad esempio a meccanismi quali l’autolimitazione obbligatoria del tetto di spesa settimanale o l’autosospensione del conto gioco personale. Tuttavia, molti problemi permangono ancora nell’ambito del gioco d’azzardo nei luoghi pubblici, dove – in tre casi su quattro sempre stando ai dati del Cnr – anche i minorenni non incontrano ostacoli particolari per l’accesso a slot machine e videolotterie.
Proprio nel tentativo di arginare questo fenomeno, alla riduzione del numero dei terminali slot e videopoker, già prevista della Legge di Bilancio 2016, per bar, ricevitorie e sale da gioco, con l’approvazione del Decreto Dignità si aggiunge l’obbligo di provvedere alla sostituzione dei vecchi apparati con i nuovi modelli dotati di lettore di tessera sanitaria, rigorosamente entro e non oltre il primo gennaio 2020.

1 commento

Commenta